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MONS. PIOVANELLI (ARCIVESCOVO DI FIRENZE)
L'amore
"Se il Signore ti dicesse 'Voglio farti una grazia, ma una sola', che cosa chiederesti?". Sembra rivolgersi ad un'unica persona il card. Silvano Piovanelli, arcivescovo di Firenze, anziché agli oltre tremila ragazzi che affollano la basilica di S.Andrea della Valle, per ascoltare la catechesi sul tema "Cristo ha dato se stesso per noi. Io non ho dubbi - prosegue il cardinale - : chiederei per me e per te la certezza di essere amato da Gesù. Incontrai un lebbroso durante un mio viaggio a Belèm, in Brasile: era senza gambe, riusciva a muoversi grazie ad un carretto che spingeva con le mani, e pian piano la lebbra stava 'mangiando' tutto il suo corpo. Gli chiesi: 'Quando incontrerai Gesù in Paradiso, gli chiederai perché non ti ha guarito?'. E lui: 'No, lo ringrazierò perché mi ha sempre voluto bene'. Non accorgerti di essere amato da Cristo è l'errore più grande che potresti compiere". Piovanelli rievoca anche padre Kolbe che nel campo di concentramento di Auschwitz si offrì come vittima al posto di un padre di famiglia. "Questo - ha concluso - è l'esempio di ciò che Gesù ha fatto per noi".
MONS. ITALO CASTELLANI (VESCOVO DI FAENZA-MODIGLIANA)
la volontà di Dio
"Assumere il Vangelo come regola di vita quotidiana, imparare a leggere negli avvenimenti della vita la volontà di Dio e adempiere ai propri doveri" sono le tre strade da percorrere per "discernere la volontà di Dio" indicate oggi da mons. Italo Castellani, vescovo di Faenza-Modigliana ai giovani radunati alla chiesa di Sant'Elena a Roma. "Il Vangelo - ha detto mons. Castellani- traccia una strada chiara, da seguire, che ci permette di cogliere negli avvenimenti della vita la volontà di Dio, il pensiero di Dio, la chiamata di Dio". Ma è una strada ardua perchè passa per "l'adempimento dei propri doveri: la strada più difficile per discernere la volontà di Dio, ma molto realistica. E' in questo adempimento, infatti, che si comprende e si matura la volontà di Dio. Fare la volontà di Dio - ha aggiunto - è uno stile di vita quotidiano che risponde alla proposta senza sconti di Gesù: fate come ho fatto io". Mons. Castellani ha, infine, ricordato un giovane sacerdote missionario ucciso tre anni fa, padre Daniele Pedriali, modello di giovane che cerca il senso della vita, che crede in Dio, discepolo del Signore. E citando le parole del giovane prete ha detto: "Nel cercare Dio tutto si riduce nel tentare di perdonare, voler bene, correre, lavorare e stare in ginocchio".
CATECHESI: SEMERARO (VESCOVO DI ORIA)
la Chiesa
"L'essere Chiesa non è dato dal semplice 'stare insieme'. E' qualcosa di molto di più. E' essere in comunione, essere comunione. 'Comunione', è una parola chiave, un programma, una legge di vita cristiana. Con quante parole potrebbe essere coniugata: concordia, condivisione, solidarietà, partecipazione...E ancora comunione con l'altro, con il diverso, con lo straniero, persino con il nemico". Così monsignor Marcello Semeraro vescovo di Oria ai giovani radunati oggi nello stadio 8 settembre di Frascati per ascoltare la sua catechesi sul tema "Cristo ha dato se stesso per noi". Un luogo inconsueto come ha sottolineato il vescovo: "Uno stadio, dove abitualmente si viene per assistere a gare e spettacoli sportivi. Noi siamo qui, però, per incontrare Cristo e per metterci in cammino dietro a lui. Un cammino che interessa tutto, anche la sofferenza, tutt'altro che facile da accettare. Ma noi sappiamo quanto più fortemente nella vita di ciascuno di noi i grandi temi del dolore e della sofferenza (oppressione, sfruttamento, malattia, angoscia, solitudine, morte) s'intersecano con la domanda su Dio, al punto da esserne inseparabili ". "Ciò che mi aiuta nella sofferenza è il pensiero che c'è un Dio che soffre come me" - ha detto ancora il vescovo citando una nota testimonianza di un ex detenuto di Auschwitz. Ed ha concluso: "Nella debolezza mortale di Gesù crocifisso c'è la leva che solleva il mondo, ma lo si capisce solo partecipando alle sue sofferenze ".