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Introduzione
Premessa
Le idee
guida
Il
progetto
La
fase di realizzazione
L'evento
Considerazioni
finali
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Introduzione
Una delle proposte
più originali questa delle Confessioni, della grande "Festa
della Riconciliazione e del Perdono", come sosteneva, all’inizio,
uno degli organizzatori, don Enzo Policari, che adesso ci parla del
successo di questa iniziativa.
"Era la prima volta che si dedicava uno spazio
simile all’interno di una GMG, ma l’idea, evidentemente, è
piaciuta a molti, sia tra i sacerdoti che hanno dato la propria
disponibilità, ben 1750, più 30 vescovi, sia tra quelli che si sono
avvicinati a questo sacramento".
In effetti l’area del Circo Massimo, che ospitava
i gazebo-confessionali, è sempre stata frequentatissima, come
sottolinea lo stesso don Enzo: "Circa 100000 giovani sono
passsati da noi, e ho assisitito con i miei occhi a tante conversioni,
con giovani riconciliati e commossi.
Sono venute a confesarsi anche persone che non
stavano partecipando alla GMG, ma che sono state attirate da tutti i
giovani, e questo è stato molto bello e importante per noi"
Tanti i giovani che hanno collaborato a questo
ambizioso progetto. Tra questi un gruppo di Sassuolo che si è
occupato dell’animazione di una sorta di liturgia penitenziale per
tutti coloro che volevano arrivare più preparati al sacramento.
Significativo anche il segno pensato per "il
dopo", e cioè l’avvicinarsi alla grande croce in mezzo al
Circo Massimo per pregare e ringraziare il Signore e la possibilità
di accendere dei grani d’incenso, a significare lo scioglimento dei
peccati.
"Chissà che non sia nata anche qualche
vocazione?!". E’ questo l’augurio con il quale si congeda don
Enzo. Beh…fateci sapere!
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Premessa
Questo resoconto rappresenta un
primo sommario di un evento che merita ulteriori approfondimenti. Se
il Signore vorrà, nei prossimi mesi mi impegnerò ad un lavoro di
raccolta dei dati e delle riflessioni più dettagliato. Molti
sacerdoti e giovani lo hanno richiesto e penso ne valga la pena.
Le testimonianze che allego in nota a
titolo esemplificativo confermano e rilanciano alcune intuizioni qui
sintetizzate.
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Le
idee guida:
- l’evento della GMG rappresenta una grande festa di Chiesa
universale. A questa dimensione cosmica il Sacramento della
Riconciliazione deve unire la dimensione individuale. Ogni giovane
è amato, ascoltato, perdonato dal Signore.
- Il Sacramento della Riconciliazione viene normalmente vissuto
come un evento faticoso, imbarazzante e solitario. È invece la
festa di Dio e dei Suoi amici (Lc 15,9) per ogni figlio che
ritorna a Lui. Ciò non appare a sufficienza nella prassi
penitenziale ecclesiale (1).
- Il perdono di Dio è affidato alla Chiesa ed in particolare ai
ministri della riconciliazione, i sacerdoti, che esercitano la
doppia rappresentatività di Cristo e della Chiesa. È pensabile
che a rappresentare la Chiesa siano, assieme al sacerdote, altri
"ministri" che manifestino la gioia di una comunione
ritrovata (2).
- Il Sacramento della Riconciliazione va riscoperto nell’espressività
di gesti e parole che il Rito della Penitenza ci consegna e si
colloca in un cammino di conversione segnato dall’ascolto della
Parola di Dio.
I ministri della riconciliazione hanno da Dio un
dono prezioso. Vanno onorati e valorizzati per il bene straordinario
che il Signore ha affidato a loro per tutti e non vanno lasciati soli
in un compito tanto delicato. (3)
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Il progetto
Le idee guida sopra citate sono
state tradotte in un progetto operativo che può essere così
sintetizzato:
- abbiamo studiato una collocazione nella quale
trovassero ospitalità un numero limitato di confessionali
disposti in modo che creassero assieme un ambiente raccolto e
visibile. Ad ogni confessionale è stato riservato uno spazio
sufficiente alla delicatezza di un incontro che dev’essere
personale.
- All’interno di ognuno di questi ambienti è
ricavato uno spazio per preparazioni individuali e comunitarie al
Sacramento. La coralità della celebrazione e la sua visibilità,
manifesta l’unità di intenti e il sostegno reciproco nella
preghiera di tutti in una vera assemblea. (4)
- abbiamo preparato 200 giovani di Sassuolo che
erano già impegnati con questo stesso stile nella Missione
Giovani (Jump) che si sta svolgendo nella Valle del Secchia da 3
anni. A questi si sono aggiunti 15 giovani del G.A.M. ed alcuni
seminaristi dei Legionari di Cristo che si sono preparati sullo
stesso percorso penitenziale. A questi abbiamo chiesto di
accogliere con gioia ogni giovane e gruppo di ragazzi che
desiderassero riconciliarsi, attraverso un sorriso o qualche forma
di attenzione sincera. Sono stati loro a preparare quanti lo
desideravano con percorsi penitenziali studiati a partire dai
testi utilizzati al Circo Massimo per l’Eucaristia (Rm
12,1-2.9-18 e Mc 10,17-22) per "consegnare" al sacerdote
il giovane cosciente della sua condizione davanti a Gesù. A
questi giovani volontari, infine, è stato chiesto di accogliere e
concludere il Sacramento attraverso un segno di gioia per la
riconciliazione, con un gesto, una parola, un abbraccio nel quale
sperimentare la forza espressiva derivante dall’autenticità per
concludere assieme ai piedi della croce delle GMG con l’offerta
dell’incenso.
- La dignità della celebrazione dev’essere
espressa da un atteggiamento esteriore di contegno del ministro,
dall’abito (un camice bianco e una stola) e dal gesto di
imposizione delle mani sul capo del penitente, troppe volte
stilizzato e invisibile. Il percorso penitenziale è inserito all’interno
della Catechesi Giubilare e non deve costituire un momento a se
stante. È stata elaborata per l’occasione una particolare
Preghiera del Penitente, ispirata ai testi penitenziali che poteva
sostituire l’Atto di Dolore tradizionale.
- i sacerdoti sono stati avvertiti attraverso le
Conferenze episcopali, gli Uffici Diocesani di Pastorale
Giovanile, riviste, Collegi Universitari e mediante il Sito
Internet della GMG della possibilità di confessare. A loro è
stata chiesta la disponibilità e le lingue parlate; abbiamo
offerto a chi lo richiedeva il vitto e l’alloggio per i giorni
della GMG. È stato inoltre elaborato un complesso programma di
gestione informatizzata dei sacerdoti per assicurare la copertura
in ogni fascia oraria di confessori per ogni lingua prevalente
nella GMG.
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La fase di
realizzazione:
A partire dal Giugno 1999 don Mauro
Parmeggiani mi ha rivolto la richiesta di pensare a come celebrare il
Sacramento della Riconciliazione durante la GMG. Da lui, mi è parso,
è nata la felice idea di inserirlo in questo evento. Da quel momento
sono state elaborate idee e proposte.
Referente costante del Servizio
Confessioni è stato il Comitato Centrale per la GMG e l’Ufficio
Grandi Eventi, particolarmente nella persona di padre A. Feretti.
La sede operativa del Servizio è
stata in Via della Pigna 13/a presso la sede del Comitato Italiano per
la GMG2000.
Coordinatore dell’inserimento dei
sacerdoti iscritti prima dell’evento è stato il dott. Pietro
Piacenti.
Prezioso collaboratore, a partire
dalla primavera 2000 è stato don Enzo Policari che si è occupato del
reperimento degli alloggi per i sacerdoti che lo richiedevano e si è
prestato come interlocutore degli stessi per svariate richieste.
I giovani volontari che prestavano
servizio hanno accolto l’invito ad iscriversi come pellegrini per
poter meglio concentrarsi su un servizio che si configurava come
particolare e necessitava di una adeguata preparazione.
L’architetto R.Malfatto ha assunto
la responsabilità delle strutture da allestirsi nel Circo Massimo.
Il giorno 15 Agosto 2000 sono stati
convocati i sacerdoti che avevano dato la disponibilità per il
Sacramento. Ad essi è stato esposto il progetto. È stata
estremamente favorevole la loro risposta e generosa la loro
disponibilità. Agli incontri in preparazione hanno partecipato circa
450 sacerdoti che hanno caratterizzato lo stile dell’evento.
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L’evento
- affluenza oltre ogni aspettativa che ha suscitato
risonanze molto ampie. Sono stati 1800 i sacerdoti iscritti,
certamente più di 2000 quelli che si sono prestati per le
confessioni. Tra loro molti vescovi (il dato preciso non è ancora
disponibile). I giovani che si sono potuti accostare al Sacramento
sono compresi tra 120 e 180 mila. (5)
- la qualità della celebrazione del Sacramento è
stata tale da suggerire riflessioni approfondite che possono
aprire nuovi spazi.
- occorre forse riflettere sulla figura di nuove
ministerialità per il Sacramento della Riconciliazione, come
avviene per i Ministri Straordinari dell’Eucaristia che sono
anche nella vita strumenti di Comunione.
- molto apprezzata è stata la Preghiera del
Penitente che sembra esprimere bene l’atteggiamento di
conversione e di affidamento di chi celebra il Sacramento. (6)
- se il Sacramento celebrato in questa occasione
conserva un carattere straordinario e irripetibile, tuttavia molti
aspetti della celebrazione sono apparsi provvidenziali e utili per
un vero rilancio del Sacramento forse tra i più disertati da
tanti giovani. (7)
- il clima di conversione è apparso sincero e
profondo (8), lontano dalle
descrizioni maldestre e preconfezionate di alcuni mezzi di
informazione. (9)
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Considerazioni finali
Il bilancio di questa esperienza è
straordinariamente positivo (10).
Molti hanno affermato che si è trattata di una vera e propria
Pentecoste (11). I motivi di
questa riuscita vanno cercati nel cuore di Dio; noi tentiamo
semplicemente l’indicazione sommaria di alcuni aspetti che l’hanno
favorita.
- indubbiamente è stata molto indovinata l’idea
di dedicare al Sacramento della Riconciliazione uno spazio
adeguato in un’occasione nella quale i giovani sono facilmente
desiderosi di riconciliarsi con Dio e tra di loro.
- è emerso anche dall’incontro con il Santo
Padre a Tor Vergata il bisogno grande di paternità che i giovani
manifestano in ogni occasione gli sia consentito. Essi non
dissimulano e non fuggono le loro responsabilità, ma hanno
bisogno di luce e di perdono.
- è opportuno sottolineare anche il momento
successivo all’assoluzione dei peccati che è parte importante
del Sacramento, con segni adeguati.
- penso si sia rivelato prezioso l’apporto dei
giovani volontari sia riguardo ai sacerdoti, sia nell’accoglienza
ed accompagnamento dei penitenti.
- molti sacerdoti mi hanno pregato di raccogliere
testimonianze delle tante conversioni e segni di vocazioni che li
sono maturate: è stato per tutti un motivo di conforto asciugare
tante lacrime di gioia che hanno bagnato il Circo Massimo in quei
giorni.
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don Luca Ferrari
Responsabile Servizio Confessioni
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Note
(1) "Ho vissuto tre giorni di
gioie particolari al Circo Massimo incontrando tanti giovani che hanno
fatto esperienza della gioia del perdono. Alcuni coinvolti dall’azione
penitenziale comunitaria, si sono lasciati guidare dal gruppo ed hanno
potuto ritrovare la gioia di un amore che forse pensavano perduto. …
E’ stata chiamata "La festa del Perdono", posso affermare
che è stata proprio così." Don Italo Colombini
torna
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(2)"molti
giovani sebbene si accostassero, almeno saltuariamente, al sacramento
della Penitenza, hanno riscoperto e vissuto con maggiore
consapevolezza questo prezioso strumento della misericordia di Dio. Lo
testimonia la serietà con cui si sono preparati a riceverlo e
viverlo, grazie soprattutto alla presenza di giovani volontari che
hanno dato disposto i penitenti a vivere questo sacramento come un
incontro con Cristo. Crediamo che la presenza per i giovani penitenti
dei loro coetanei che parlavano nel loro linguaggio dell’amore
misericordioso di Dio - indicato dalle parole: "fissatolo lo
amò" - aiutandoli nello stesso tempo a guardare bene in faccia
la realtà del peccato nella loro vita, a mettersi con verità di
fronte a Dio e ad accogliere le parole del sacerdote, abbia dato un’impronta
particolarmente positiva per cogliere con abbondanza il frutto di
questo sacramento." P. Michele Scarso O.P. e padre Giorgio
Carbone O.P.
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| (3) "I
ragazzi della reception e nei tendoni sono stati squisiti, delicati
non solo con noi, cosa che può far piacere ma non deve essere
necessariamente rilevante, ma soprattutto con i penitenti, che sono
stati accuditi e, quasi, coccolati, sia prima che dopo la
confessione." P. Lorenzo Pasquotti
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(4)
"E’ riuscito in pieno il tentativo di voler togliere quell’idea
un po’ cupa del sacramento della riconciliazione come fatto
vergognoso da sbrigare di nascosto all’insaputa di tutti.
La sistemazione dei confessionali, l’aver creato
un ambiente appartato e raccolto, ma allo stesso tempo aperto alla
vista di tutti, ha fatto dire a moltissimi: " Ma allora ci si
confessa ancora!"." Don Luca
Piacentini
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| (5)"La
mia prima impressione, arrivando al Circo Massimo, è stata di sincera
ammirazione per l'organizzazione di questo momento delicato ed
essenziale all'interno del pellegrinaggio giubilare. Ho ammirato i
volontari che con competenza e disponibilità assegnavano i
confessionali, preparavano i gruppi alla celebrazione del sacramento,
invitavano a mantenere un clima di raccoglimento e di silenzio
all'interno dei tendoni. Ma la mia grande sorpresa è stata anche nel
costatare il gran numero di confessori a disposizione: non solo quelli
che come me avevano dato e registrato la loro disponibilità, ma
soprattutto quelli... dell'ultima ora!" P. Mario Scalici mSC
torna
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(6)
"Indovinatissima la preghiera del penitente. Quasi tutti
lasciavano cadere abbondanti lacrime durante la recita a cominciare
da: "Nel tuo Figlio Gesù mi hai guardato e amato". Parecchi
poi non riuscivano a proseguire dalla commozione dopo le parole:
"Ma Tu sei più forte del mio peccato".
Il dolore per aver tradito l’Amore sentito e
sperimentato è stato l’anima del pentimento della stragrande
maggioranza dei giovani che si sono confessati." Don
Luca Piacentini
torna
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| (7)
"Credo proprio che il grande miracolo di queste giornate sia
stato proprio questo, aver aperto i cuori di tanti giovani all’accoglienza
di Gesù, in modo da proseguire il loro cammino di fede, con una
marcia in più, confortati dal fatto che tanti altri credono come loro
e hanno il coraggio di "sprecare" la loro vita per
Lui". Fr. Piero Vivoli O.f.m. Capp
torna
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| (8)
"sono stato molto commosso dalla umiltà e sincerità con cui
essi condividevano le gioie e le sfide della loro relazione con Dio e
con gli altri." Rev. Patrick J. Travers
torna
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| (9)
"…in linea di massima, non sono stato sconvolto dai loro
peccati, bensì dal loro fermo desiderio di riprendere il cammino di
fede con serietà. Ho percepito in alcuni casi la necessità e il
desiderio di comprendere meglio il sacramento, di riappropriarsi con
maturità e verità del valore evangelico della riconciliazione, di
superare alcune storture dovute ad una educazione alla fede
superficiale e limitata." P. Mario Scalici mSC
"Si è parlato molto in quei giorni dei peccati
dei ragazzi, lo ha fatto soprattutto la stampa laica, con l’aria di
chi si crede autorizzata di poter parlare di tutto e di tutti. Hanno
scritto fiumi di parole per riportare impressioni solamente sentite
dire, o molte volte notizie già preconfezionate: i giovani non sanno
confessarsi, i giovani non ritengono peccato ciò che è legato alla
sfera della sessualità… Ebbene, io posso dire che queste sono tutte
menzogne! Io ho trovato tanti giovani che sanno confessarsi e bene,
ragazzi dinanzi ai quali si rimane edificati per la vita di preghiera
che conducono, per la frequenza al sacramento della riconciliazione e
al sacrificio eucaristico. Ho confessato ragazzi che hanno una chiara
percezione del peccato, anche legato alla sessualità, che, specie in
questa materia, non si sono lasciati assopire la coscienza dalla
stampa libertina, la cui oggettività nel riportare le notizie è
dettata semplicemente dal numero di copie in più che possono essere
vendute. Ho confessato ragazzi sinceramente assetati della
misericordia di Dio, nonostante le difficoltà umane." Fr.
Piero Vivoli, O.f.m. Capp.
torna
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| (10)
Ho vissuto al Circo Massimo un'esperienza davvero indimenticabile e
ricca di stimoli per il mio futuro ministero. P. Mario Scalici mSC
torna
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| (11)
"Servire come confessore al Circo Massimo durante
la 15° GMG celebrata a Roma in questo anno millenario è stato uno
dei momenti di maggiore soddisfazione del mio ministero
sacerdotale." Rev. Patrick J. Travers
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