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Lupa capitolina

Riflessione del Card. Jean-Marie Lustiger


ai giovani romani in pellegrinaggio a Lourdes
in preparazione alla XV GMG
dal 19 al 25 agosto 1999

S. Em.za Card. Jean-Marie Lustiger

"LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' DI PARIGI ED IL BENE ARRECATO ALLA CHIESA IN FRANCIA"

Eminenza reverendissima,
Cari amici,

 

Il nostro incontro è un evento decisivo per la G.M.G. di Roma.

Perché? Ogni Giornata è un anello della catena che si svolge attraverso il mondo da più di dieci anni.

La gioventù del mondo apre all'umanità la strada della speranza e della fede. Ogni Giornata è una tappa nella corsa della storia. Perciò è necessario avere la memoria di ognuna di queste tappe per capire dove va la storia e scoprire la via della salvezza, la via del Giubileo, indicata dal Papa Giovanni Paolo II. Si capisce quindi che la successione delle G.M.G. è radicalmente differente da quella dei Mondiali di calcio. Un mondiale non dipende dai precedenti. Ogni Giornata mostra come lo Spirito Santo edifica la Chiesa di Cristo che testimonia l'amore di Dio per gli uomini.

È la via dell'avvenire costruita sulla memoria. La civiltà attuale è immersa nell'istante. Non ha più memoria. Non ha più speranza. "No future": niente futuro. Noi cristiani siamo responsabili della speranza e dunque della memoria del mondo in Cristo, Alfa e Omega. Il Signore ci affida questo impegno quando ci dice: "Fate questo in memoria di me".

Nella notte del sabato, a Longchamps, un milione di persone, per la maggior parte giovani, ha pregato nella pace e nella gioia con il Papa. Questo grande numero è stato una sorpresa per molti. Era un miracolo? In un certo senso soltanto. Era il miracolo della vittoria di Cristo sull'incredulità degli organizzatori. Si prevedevano circa settantamila giovani francesi. Furono settecentomila. Perché questo errore? Molti pensavano che la gioventù si interessasse più dei "rave-parties" che dell'incontro con il Papa, che della scoperta del Vangelo, che dell'interrogazione sul senso della propria vita. Molti pensavano che la gioventù preferisse ballare che pregare. In realtà, gli specialisti del mercato della gioventù non conoscono la gioventù come Dio la conosce e gli specialisti del Vangelo non credono abbastanza nel potere dello Spirito, come Gesù dice agli Apostoli: "Uomini di poca fede...".

Questa folla di settecentomila giovani francesi non era impegnata nelle organizzazioni cattoliche. Molti erano sconosciuti dal clero, non frequentavano le chiese, ma non erano totalmente estranei al cristianesimo. E questa folla si è ritrovata nella chiesa di luce, di Longchamps, come a casa sua. La parola del Papa è stata per lei immediatamente familiare. Il silenzio e la preghiera non furono pesanti. Molti per la prima volta, scoprirono il sacramento del perdono. Hanno vissuto il mistero della Chiesa con il mistero del Cristo vivente.

Ma dopo la Giornata cosa è successo?

Soltanto una parte minima di questa folla ha raggiunto i gruppi cattolici. Eppure c'è un risultato più importante: abbiamo capito che la gioventù aspetta l'annunzio del Vangelo, non è chiusa alla parola di Dio. È incerta, aspetta sull'orlo della strada come il cieco di Gerico, Bartimeo. Come lui la gioventù grida nell'oscurità verso il Signore che non può vedere. La questione per noi e per voi è di sapere se, come gli Apostoli, vogliamo farlo tacere - perché il cieco e la gioventù disturba - oppure sappiamo ascoltare Gesù che ci dice: "Fatelo venire".

Allora, quando oggi diciamo con entusiasmo e fede alla gioventù "Coraggio, alzati, Egli ti chiama", la gioventù risponde. Ma ad una condizione. Il cieco non si interessava di uno show organizzato dagli Apostoli, ma solo del Signore.

È chiaro che il segreto della riuscita della G.M.G. è il segreto di Giovanni Battista: preparare la via del Signore ma non sostituire alla Sua presenza uno spettacolo, anche edificante e anche sul Cristo...

Come fare? Come i discepoli: pregare, seguire Cristo, fare noi per primi quello che desideriamo che gli altri scoprano.

Cari amici Romani, avete la pesante incarico di organizzare la prossima G.M.G. Non dimenticate di ascoltare Cristo. Non dimenticate di rivolgervi a tutta la gioventù d'Italia per dirle: "Coraggio! Alzati! Egli ti chiama!". Tutta la gioventù d'Italia, non soltanto i vostri amici più prossimi, ma anche e soprattutto gli altri.

Ricordatevi il racconto di Gesù a proposito degli invitati alle nozze. "Andate ai crocicchi delle vie", dice il Signore, "e chiamate alle nozze tutti quelli che troverete...". Ma chi fa queste nozze? Forse risponderete: "Noi Italiani", o piuttosto "Noi Romani". Sbagliate! Il Signore fa queste nozze! E chi invita? Forse risponderete : "Noi". Sbagliate! "Allora il Papa"! Sbagliate! È il Signore stesso. Ma questo non è evidente per la gente che osserva gli sforzi organizzativi di Roma, i progetti del Comitato Romano per il Giubileo, eccetera...

Riferiamoci di nuovo al Signore. I discepoli domandano: "Dove vuoi che prepariamo per mangiare la Pasqua?" Dove.... Naturalmente a Roma. Il Signore dà indicazioni molto precise per questa preparazione. Ma non dice niente di quello che sta per fare in quella Pasqua: il dono di se stesso, l'offerta del suo Corpo e del suo Sangue per la redenzione di tutti gli uomini. Quella Pasqua non è quella dei discepoli, ma quella di Cristo per i discepoli.

Quando oggi celebriamo la Messa, Cristo stesso ci fa partecipare all'unico Sacrificio. Anche quando il Papa celebra è Cristo a celebrare nella sua Chiesa, con la sua Chiesa.

La G.M.G. è una manifestazione privilegiata di questo "Mistero" della Chiesa, che "è in Cristo come il sacramento o il segno e lo strumento" dell'azione di Dio. Dunque tutta la G.M.G., per essere fedele al suo scopo e alla sua missione, deve essere come una celebrazione sacramentale del mistero della presenza in mezzo a noi di Cristo. È la nostra esperienza a Parigi.

Dapprima la fraternità vissuta in questa Giornata deve essere la carità di Cristo e non soltanto la gioia naturale nata dalla musica e dal divertimento. La gioia della carità che unisce popoli forse avversi - anzi, nemici -, la gioia della carità che unisce i forti, i privilegiati con gli ammalati, gli infermi, gli emarginati, la gioia della carità che unisce i giovani e gli anziani ecc... La gioia della carità che invita a condividere le ricchezze, a scambiare i doni, a scoprire, come dice il Signore, che c'è più gioia nel dare che nel ricevere.

E poi le catechesi, gli insegnamenti, i dibattiti non sono da paragonare alle attività di un convegno universitario o politico. Sono piuttosto l’attività del popolo di Dio che ascolta la parola di Cristo, che Lo interroga, che condivide questo tesoro e si sveglia alla fede. Perciò sono i Vescovi a dare per primi la Parola di Dio come i successori degli Apostoli e non come professori.

Infine il carattere quasi sacramentale della G.M.G. appare ancora più chiaramente nelle grandi assemblee con il Papa. La composizione dell'assemblea è meravigliosamente ecclesiale: il popolo di Dio con i suoi ministri, diaconi, sacerdoti è radunato dai Vescovi attorno al Papa per lodare Dio Padre, in Cristo suo Figlio, nella forza dello Spirito. Il popolo santo compirà questa missione celebrando l'Eucaristia e manifestando così a tutti gli uomini il mistero di Cristo Redentore, la vocazione dell'umanità e la speranza che non delude.

Ecco quello che abbiamo vissuto pienamente a Parigi nella notte di Longchamps con il battesimo dato dal Papa al giovani venuti da diverse parti del mondo. A Parigi la G.M.G. fu un evento profetico per tutta la nazione, per i cattolici, per i credenti e anche per i non cattolici e non credenti. Fu una manifestazione stupenda di pace, di accoglienza percepibile nelle vie di Parigi come nel Metrò, percepibile grazie alla TV in tutta la Francia.

Molta gente ha osato riconoscersi come cattolica con libertà e fierezza in un ambiente secolarizzato e ostile. Ai cattolici più impegnati nella Chiesa - compresi sacerdoti e vescovi - la G.M.G. ha richiamato che la maggioranza dei Francesi, anche se non praticante, anche se critica riguardo alla Chiesa, non è, in realtà, fuori da questa Chiesa. La G.M.G. ci ha richiamato che l'evangelizzazione, almeno in Occidente, non richiede principalmente di adattare il Vangelo al mondo ma di annunciare con vigore e bellezza la buona notizia che il nostro mondo aspetta. La G.M.G. fu per la Francia un dono di Dio, non sperato, in una situazione dura e critica per il cristianesimo, un segno di Dio.

La situazione dell'Italia è diversa dalla nostra.

Domando a Dio per voi che vi dia la grazia provvidenziale che dovete sperare e domandare.

Amen e grazie.

Le foto del pellegrinaggio a Lourdes in preparazione alla XV GMG dal 19 al 25 agosto 1999

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La certezza che Maria ci assisterà in ogni momento

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Nella grotta, in silenzio, affascinati dal mistero e avvolti in una serenità indescrivibile

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Foto di un ricordo, anzi  di un ... Ricordo

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Manca poco!

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Esplode l'entusiasmo.
Preghiera di sorrisi e canti fino a tarda notte

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Una bandiera ondeggia al vento. "... SIAMO QUI SOTTO LA STESSA LUCE SOTTO LA SUA CROCE   CANTANDO AD UNA VOCE ..."

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S. Em.za Card Lustiger, in un momento di festa, ci ha mostrato che la giovinezza non è una questione di età

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In cammino verso il 2000...

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In cammino verso il 2000... la strada è lunga, ma insieme...

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Pioveva.
Pioveva al nostro arrivo. Poi ci hanno accompagnato sole e cielo azzurro...
un "miracolo"...

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Lourdes 1999
Un anticipo del Giubileo dei Giovani aspettando ansiosamente
Roma 2000

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Passato e presente, Parigi e Roma, due ceri accesi dalla medesima fiamma: la fede sorridente dei giovani

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La fiaccolata, passeggiando mano nella mano di Maria.
E il Rosario nasceva spontaneo

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Tante candele, un unico "Ave Maria", e una lunga coda seguiva queste bandiere

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Il cielo.
Il cielo è la nostra meta

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Appena arrivati,
un pò bagnati,
siamo subito andati nella grotta a far ascoltare il nostro inno a Maria

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Gemellaggio Roma-Parigi...
La Sapienza e la Sorbonne

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La Messa dei giovani.
Con la certezza dell'Amore di Dio Padre,
abbiamo cantato Abba Ojce fino a restare senza voce

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"...Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò con loro..."
Noi... eravamo 1000...

 

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Il gruppo universitario.
Quarto d'ora accademico

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