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La musica? "Vivo per lei!" |
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Gatto (lo hanno soprannominato così i suoi compagni di scuola…Meglio di "Luigi Giovanni Maria"!), non si è ami improvvisato artista, ma si è diplomato al Conservatorio in chitarra classica, armonia e composizione, e già da diversi anni ha messo al servizio dei giovani la sua esperienza di composizione e paroliere, dapprima al Centro Europeo Toscolano, la scuola di musica di Mogol, e poi per la Hope Music, la scuola di musica nata per volere del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della C.E.I.E da qui si capisce anche un’altra cosa: per Gatto Panceri la GMG non è solo una "vetrina" per esibirsi davanti a centinaia di migliaia di giovani. No! La GMG sarà anche per lui un’occasione per condividere la sua fede con tutti noi e con quanti ci saranno ad ascoltare lui e le sue canzoni! Se vuoi conoscere meglio Gatto Panceri… leggiamo alcuni passi dell'intervista realizzata da Concita De Simone.
Intervista a Gatto Panceri
Gatto Panceri e la Musica, che rapporto hai? Un rapporto ormai viscerale. E’ entrata a far parte della mia vita a 14 anni, quando ho iniziato a suonare per caso, ma già dopo una settimana ho capito che era la mia grande passione. E’ un rapporto quotidiano, comunicare attraverso la musica è come una missione quasi. La prima cosa che mi viene in mente, fermare un’emozione: questo è possibile attraverso le parole delle mie canzoni.
Com’è la tua fede, come è cresciuta in te? E’ cresciuta attraverso l’educazione dei miei genitori, attraverso le esperienze, e soprattutto la consapevolezza che Qualcuno ci ha creato e ci ha dato dei doni. Credo che non sia giusto avvicinarsi alla fede solo in circostanze negative, ma anzi, è bene ringraziare per le cose belle che ci accadono. Quindi considero un dono il fatto di essermi realizzato, di fare un lavoro che mi piace, di poter comunicare con tante persone e ringrazio Dio per questo e l’essere grato è un modo per sentire viva la propria fede.
Grazie alla tua esperienza con Hope Music sei riuscito a conciliare la fede e la musica, due passione che, come dici, ti sono cresciute dentro da sempre. Ci racconti di questa esperienza? La Hope è una realtà molto interessante, il clima che si respira è ricco di valori, i rapporti umani sono molti importanti e c’è la voglia, da una parte, di quanti la frequentano, di imparare e diventare più professionali e per chi, come il sottoscritto, dall’altra, vi partecipa, di poter mettere a disposizione la propria esperienza. E’ uno scambio solidale e un punto di riferimento professionale per tutti.
Cosa pensi di Giovanni Paolo II, delle Giornate Mondiali della Gioventù che lui ha voluto con i giovani e in particolare di questa GMG 2000 che ti vedrà tra i suoi protagonisti? Posso pensare solo cose buone. E’ un Papa sicuramente vicinissimo alle problematiche reali dei giovani di tutti il mondo. Questo è un anno particolare, aldilà delle cose che si dicono sul 2000, ma proprio per questo dobbiamo creare un evento davvero unico. Sono onorato per questa mia presenza, mi gratifica molto essermela meritata, spero, sul campo, perché penso che nelle mie canzoni ci siano quei valori che possono essere condivisi dai giovani che parteciperanno a questa GMG credendoci veramente.
Cosa vorresti dire ai giovani che incontrerai durante la GMG? Vorrei dire che sentirsi uniti e fare insieme qualcosa di importante non è poi così difficile, e attraverso la fede e la musica che accomuna così tanto, ho come la sensazione che ci sia un abbraccio solidale tra le persone. Anche se la cronaca quotidiana ci riporta poi a una realtà più dura, secondo me esiste il modo per vivere una vita piena, nel rispetto degli altri e la GMG è una grande occasione, come pure ogni volta che i giovani vogliono fare veramente qualcosa di positivo e ci riescono benissimo. E come riequilibrare le brutture….questa è la nostra missione!
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"La forza della vita che c’è in noi…"
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Paolo Vallesi è uno di quelli che si dichiara timido nelle interviste, ma poi lo è sul serio, anche se questo non gli ha impedito di far conoscere al pubblico le sue idee, che passano – e in questo riesce molto bene – attraverso canzoni che dimostrano una grande forza espressiva e notevole gusto melodico. E ritroveremo il suo talento e la sua spiccata simpatia (da toscano qual è), proprio durante la GMG, il 16 Agosto, dalle 18.30 alle 21.00, all’Abbazia delle Tre Fontane, primo dei concerti curati dall’associazione Expò Missio. |
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Vallesi, poeta delle piccole cose e delle grandi emozioni, è già abituato a un pubblico critico (basti pensare che ha partecipato a varie gare canore, tra cui tre volte al Festival di Sanremo), fatto però di persone che ti ascoltano solo per capire se valga o meno la pena di comprarsi il tuo disco. Non è questo che si aspetta dai giovani della GMG, anzi! La sua è sì, voglia di cantare, ma soprattutto di comunicare, di confrontarsi con noi, che, se andremo a sentirlo, avremo certamente delle attese diverse da quelle di un pubblico "normale" da occasione "normale". Il 16 Agosto sarà appena iniziata la GMG, ma in due giorni chissà quante esperienze avremo raccolto e avremo voglia di condividere! E questo appuntamento sarà un’occasione in più per "immagazzinare" bene! Mentre aspettiamo, prepariamoci bene per l’occasione e leggiamo alcuni passi dell' intervista realizzata da Concita De Simone:
L’essere cristiano nel tuo ambiente dello spettacolo, ti ha creato delle difficoltà o ti ha aiutato in qualche modo? Il discorso è abbastanza difficile da spiegare, anche perché mi considero un cristiano atipico, in quanto non credo tanto nelle cose precostituite, quanto nella volontà delle persone che cercano di fare del bene. In questo senso sono comune a molte persone dello spettacolo, che non è certo un mondo anti credente e anti cristiano, ma è fatto di persone che sono alla continua ricerca di se stesse.
Ma tu hai mai cercato Dio al di là di te stesso? Credo che in realtà, cercare Dio sia cercare se stessi, per trovare le giuste risposte. Io sono universale in questo perché penso che ci sia un unico Dio e ogni persona è sempre alla ricerca di Qualcuno, di qualcosa. Ma la ricerca è difficile, lunga, piena di dubbi, di mille sensazioni diverse.
Ti capita mai di pregare? Sì, lo faccio spesso e credo che anche la preghiera sia un momento di intimità, un attimo di bisogno, di richiesta di aiuto, per cercare di entrare in contatto. Penso che le persone che scrivono canzoni hanno dei momenti enormi di riflessione dove magari ti ritrovi davanti a un foglio bianco a voler scrivere tutto ciò che provi e senti e in qualche modo Dio entra sempre in questa riflessione.
Come vedi il trinomio musica – giovani –fede? Sicuramente il fatto che spesso nelle canzoni si parli di fede, di religione o di ricerca per capire le cose che accadono intorno è una globalizzazione importante. E questo nostro appuntamento per la GMG sarà ne sarà la dimostrazione, perché ci saranno i giovani, la musica e la fede che legherà tutto questo.
Che cosa pensi di Giovanni Paolo II? Sinceramente una delle emozioni più grosse della mia vita risale a quando, insieme alla Nazionale cantanti, siamo stati ricevuti in Vaticano e lì ho avuto l’opportunità di incontrarlo. E una storia vivente, perché quello che lui ha fatto rimarrà nella storia per secoli. Secondo me ha svolto e sta svolgendo in modo esemplare il suo pontificato, portando la religione in ogni parte del mondo. E’ una persona a cui tutti si sono affezionati non solo per la sua grande umanità e intraprendenza, ma anche perché le vicissitudini che gli sono capitate lo hanno avvicinato ancor di più alla gente.
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Intervista
ad Angelo Branduardi
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Intervista ad Angelo Branduardi "L’infinitamente sorprendente"
Com’è capitato Angelo Branduardi all’Incontragiovani? Sono stato invitato a seguito del progetto "L’infinitamente piccolo". Ho accettato per tanti motivi. E’ un’occasione molto aggregante, sono giovani a modo, da ogni parte del mondo. Perché non avrei dovuto accettare? Bontà loro che mi hanno invitato! Che cosa pensa lei della GMG? Avevo seguito un po’ quella di Parigi di tre anni fa. Ne penso tutto il bene possibile, perché è un momento di aggregazione, come dicevo, basato su valori religiosi degnissimi, che permette ai giovani, ritrovandosi, di meditarvi tutti insieme. La sua evoluzione professionale è concisa anche con un percorso spirituale personale? Mah, sì. Io sono un uomo, come spesso capita agli artisti, abbastanza tormentato, senza esagerare, però. Il percorso spirituale è irto di trabocchetti, non solo di belle cose. Sono pieno di dubbi, come è giusto che sia. Tutto è un cammino, quello della fede e quello della musica e la cosa bella dei viaggi non è tanto arrivare a una meta, ma il percorso in sé. Prima di scoprire S. Francesco come artista, qual’era stato il suo approccio con il Santo di Assisi? Sinceramente ne sapevo veramente poco, o meglio, sapevo un po’ in grandi linee, visto che comunque, l’iconografia francescana è presente nel DNA di tutti, soprattutto degli italiani. Ero stato più volte ad Assisi, ma non avevo questa grande cultura o sentimento francescano. Tutto è nato a seguito della proposta fattami della lettura delle fonti francescane - che mi sono piaciute tantissimo – da tanti punti di vista, non ultimo quello poetico, oltre che religioso. S. Francesco era noto come Poverello. Ma ancora senso parlare della povertà ai giovani d’oggi? Sì, perché non è necessario parlare ai giovani di povertà obbligandoli ad abbracciarla. S. Francesco è un personaggio molto moderno, nonostante tutto. La povertà può essere anche una scelta di vita e i giovani non possono ignorarla. Cosa l’ha attratta personalmente di S. Francesco? La cosa che più mi ha colpito si rispecchia anche nel titolo "L’infinitamente piccolo". Una delle cose che ho scoperto è questo fatto dell’infinito visto in maniera implosiva. Uno è abituato a pensare all’infinito come a una cosa grande, invece la lezione di S. Francesco, che è il primo grande "riduttore" della storia in quanto pone le basi della futura fisica quantistica, potremmo dire, è che si prende un pezzo di carta e lo si divide a metà, e ancora a metà, e poi ancora, è che non finirai mai di ottenere parti sempre più piccole e infinite. Questa è una cosa che mi ha sorpreso molto. A proposito di cose grandi…Che cosa ricorda di questo pontificato e qul’è la caratteristica di Giovanni Paolo II che più la colpisce? Ricordo tante cose, un po’ tutto quello che è stato fatto. Mi colpisce la sua fede molto schietta e precisa, la sua grande lezione di tolleranza, dimostrata soprattutto con gli ebrei. Se lei fosse stato giovane, avrebbe partecipato alla GMG? Certo! Però tanto vecchio non sono! Avrei accettato per questo fatto di stare tutti insieme. E’ una forma di contatto con l’altro che non dà fastidio, è una comunione bellissima.
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Intervista a Francesco Sportelli Francesco Sportelli, venticinquenne cantutore tarantino allievo di Hope Music, si è confidato con noi in un’intervista realizzata da Concita De Simone, parlandoci delle sue attese e della sua idea di musica. Quando hai conosciuto Hope Music e come hai deciso di frequentarla? Hope Music è una realtà che mi ha visto coinvolto a partire dal Settembre ’97, infatti è stato il primo approccio con la musica alla grande, come dico io, in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale che si è tenuto in quell’anno. Da lì ho aderito al progetto della scuola, attraverso uno scambio artistico e professionale con tutti gli insegnanti, perché, e ci tengo a dirlo, lo scopo della nostra scuola è promuovere lo sviluppo di una cultura musicale non mirata solamente alla discografia e al guadagno, ma soprattutto alla divulgazione di valori umani universali.
Di solito nel mondo della musica, dello spettacolo, non è sempre così facile testimoniare la propria fede. Tu invece, riesce a vivere la tua fede attraverso la musica? Spesso ho riscontrato questa freddezza nel ricevere il messaggio, da parte di alcuni, ma io mi reputo abbastanza coerente con quello che canto e quello che vivo, nel senso che non sono un attore che canta solo perché deve essere ascoltato e applaudito, che fa anche bene dal punto di vista emotivo, ma non è quello che noi vogliamo fare. Noi vogliamo comunicare prima di tutto e spero che quando canto i ragazzi si accorgano che io vivo anche quello che canto.
Come nascono le tue canzoni? Nascono da tutto ciò che mi gira intorno, famiglia, amore, realtà sociale, che io poi filtro e insieme alla mia sei corde affezionatissima, metto in musica, componendo anche le parole.
Cosa pensi di Giovanni Paolo II? Dire che è grande è poco! Ha dato spazio ai giovani, in tutte le loro forme, riuscendo a capire, e a dimostrare attraverso i fatti, che il futuro si basa veramente sui giovani! C’è qualcosa di "magico" in lui, visto che riesce ancora a coinvolgere miriadi di giovani e giovanissimi, e la GMG ne è una dimostrazione!
Cosa ti aspetti da questa GMG? Mi aspetto uno scambio di emozioni, come ogni volta che canto e mi esibisco. Mentre io comunico qualcosa attraverso le mie canzoni, anche il pubblico mi dà molto: sguardi, occhi, mani che applaudono, speriamo (!), e voci che partecipano. E questo avverrà non solo durante il mio concerto, ovviamente, ma durante tutta la Giornata! Sono felice che si sia data tanta importanza alla musica, sia perché è il mio mestiere, sia perché è un fattore veramente aggregante per i giovani!
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Intervista a Michele Paulicelli Michele Paulicelli, artista pugliese che dal 1981 porta sulle scene "Forza venite gente", uno dei musical più celebri sulla vita di S. Francesco: un successo che annovera più di duemila repliche in Italia e all’estero.E’ uno spettacolo che rivisita la figura di S. Francesco d’Assisi, personaggio interpretato dallo stesso Paulicelli, il quale ha scritto anche la colonna portante delle musiche, e che avremo modo di vedere anche noi il 16 Agosto in p.zza S. Giovanni in Laterano, dalle 21.00 alle 23.00. leggiamo alcuni passi dell'intervista realizzata da Concita De Simone.
Come spieghi il successo di "Forza venite gente", dal 1981? E’ difficile, in realtà. Penso che il merito sia di S. Francesco. Penso che ci siano tante altre cose belle, che magari non hanno lo stesso successo. Cosa ti ha dato S. Francesco, a livello personale? Mi aiuta a vivere meglio, da quando l’ho conosciuto. Ormai, a forza di interpretarlo, lo sento davvero molto vicino.
Invece, in base alla tua esperienza in questi anni, secondo te, cosa può insegnare S. Francesco ai giovani? Può insegnare tantissimo e può essere un forte punto di riferimento. Ci ha insegnato ad apprezzare ed accettare le cose belle e semplici, e credo che i giovani d’oggi, assetati di consumismo, in realtà non cerchino così forzatamente l’effimero. In molti hanno già capito che è necessario scoprire ben altre cose.
Che ci dici dei giovani e il tuo musical? Sono loro che lo tramandano! So che in moltissime parrocchie è stato ripreso, e questo mi lusinga. Per loro è anche un modo di stare insieme e sentirsi uniti nelle fede.
Che cosa vuoi trasmettere ai giovani della GMG? Una cosa che vorrei che capissero, è che non devono mai perdere la fede, anche in quei momenti in cui Dio ci sembra più lontano, perché in realtà siamo noi ad esserci allontanati, quindi il riavvicinamento dipende solo da noi.
Come spieghi invece il carisma di Giovanni Paolo II, questa sua grande capacità di comunicare con i giovani? Con la santità! Per me lo è davvero, si sente che dentro di lui c’è veramente la presenza dello Spirito di Dio!
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Intervista a I Ribelli per amore I sette, impegnatissimi, del gruppo de"I Ribelli per amore", suonano musica pop-rock cristiana, affrontando, attraverso le loro canzoni, i temi della fede, il tutto a scopo benefico. leggiamo alcuni passi dell'intervista realizzata da Concita De Simone. Ad Andrea Ballabio, leader de "I ribelli per amore", chiediamo subito il perché di questo nome… Essendo giovani ed avendo voglia di ribellarci sempre a determinate regole, come i giovani hanno sempre fatto, in modo diverso, vogliamo continuare a farlo, ma con delle regole particolari, che sono quelle dell’amore, della pace, della solidarietà.
Che tipo di musica fate e che cosa avete pensato per il vostro concerto a S. Eugenio? Canzoni nostre, di musica leggera di cantautori e anche canzoni di animazione. E anche per la GMG abbiamo preparato tre ore di spettacolo in questo modo, coinvolgendo continuamente il pubblico, con danze, canti gestualizzati, canzoni nostre e canzoni di cantautori che così tutti possono cantare.
Voi avete intenzione di partecipare sia per allietare il pubblico, sia perché credete in questo evento. Avete mai partecipato a una GMG passata? Personalmente sono stato a Santiago e a Parigi, dove tra l’altro è nato il nostro attuale gruppo. Infatti, il tastierista e il chitarrista si sono uniti a noi, dopo che abbiamo suonato insieme, per caso, proprio durante un pomeriggio a Parigi, per la strada! Sono esperienze bellissime, che toccano veramente nel profondo.
Che cosa pensate di questo Papa? Qualche volta ci è capitato di parlarne insieme e tutti siamo d’accordo sulla sua grandezza! Ha saputo fare cose eccezionali, unire due blocchi, quello dell’est e quello dell’ovest e per risolvere questa questione, il suo intervento è stato determinante. E’ un Papa vicino alla gente, che non ha paura di esporsi e dire le cose come stanno, per questo lo apprezziamo molto.
Vi confrontate mai sui temi della fede? Sì, spesso, perché anche le nostre canzoni trattano temi di fede. Inoltre, sovente ci mettiamo in discussione perché da tempo abbiamo deciso di devolvere il ricavato della vendita della nostra cassetta ai dei nostri amici missionari nelle Ande e ci viene da chiederci perché non tratteniamo quei soldi per noi. Beh, è la fede a farci sentire generosi e in dovere di contribuire, attraverso un piccolo gesto, a un progetto molto grande.
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Leggiamo l’intervista realizzata da Concita De Simone.
La mia fede in Dio non consiste solo nell’andare a Messa alla domenica, è uno stile di vita. Il mio credere in Dio fa di me la persona che sono, senza Dio non sono niente.
2) Che cosa pensi della Christian Music? Quando si mette insieme il messaggio di Cristo e della buona musica, questo può veramente cambiare la prospettiva di vita per molti giovani.
Il messaggio di Cristo è necessario, i giovani sono assetati di Verità, ed è importante comunicare loro il messaggio attraverso le canzoni e le testimonianze.
4) Qual è la tua canzone preferita? "Come Follow Me"... Sento che me l’ha ispirata direttamente Dio.
5) Che cosa pensi di questo Papa Giovanni Paolo II? Penso che sia il miglior uomo vivente! E’ un vero pastore, dal carattere forte e dall’amore paterno. Ringrazio Dio per averci donato questo uomo Santo.
6) Hai mai partecipato a una GMG? Sono stata a quella di Parigi nel ’97. E’ stato molto emozionante essere lì, con tutti gli altri giovani del mondo, condividendo la nostra fede. E’ stata un’esperienza grandiosa.
7) Che cosa sarà per te la GMG 2000? Sono grata al Signore per il dono di poter venire a Roma durante l’anno giubilare. Sono sicura che sarà un’esperienza spirituale molto illuminante. Non avrei mai sognato di esibirmi per tutti questi giovani. Mi sento uno strumento nelle mani del Signore.
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