Il Muro
e la Croce

Il muro è la struttura portante di tutto il complesso. Quinta architettonica che si estende per 160 metri lineari ad abbracciare lo sguardo dei partecipanti all’assemblea della XV Giornata Mondiale della Gioventù.
Questa parete solitaria che nasce in obliquo dalla terra ed alle infinite variazioni di questa contrappone l'orgoglio della linea retta, cifra della razionalità, rappresenta per noi la storia dell'uomo. Questa, edificata per strati, quasi il sedimento di civiltà succedutesi nella costruzione della scena umana, pare scaturita da un’origine incerta a rappresentare un inizio di un cammino insicuro sospeso tra realtà e mito, all’interno di uno spazio terreno del tutto modificabile ed uno in movimento ignoto ed agognato che ancora non gli appartiene.

Su questo spartito della storia umana così ideato all'improvviso cala, conficcandovisi in profondità, la Croce di Cristo. L'Incarnazione del Figlio, lacera fino alle radici la storia dell'uomo, rivelando la tenerezza di un Padre non più nemico. Nulla, sia per i credenti che per i non credenti, sarà più come prima. La Croce, questo grande segno di contraddizione e d'inciampo, allungherà d'ora in poi la sua ombra sui passi dell'uomo, provocandolo come individuo, come clan, come popolo a confrontarsi nella libertà con la rivelazione del Verbo.Questo impatto della Croce nella storia dell'uomo è rappresentato, nel nostro progetto, dallo sbrecciarsi del muro, penetrato dall'asta della Croce. Ciò che radica al muro la Croce sono quattro crociere metalliche che ne affiancano la base, memoria dei quattro Evangelisti, un tempo sempre presenti come icone all'estremità dei bracci delle croci, ruote di fuoco, motori dell'annuncio della Buona Notizia alle quattro direzioni del mondo.
Infine questa parete rappresenta: un argine visivo nella campagna, un fondale agli accadimenti sui palchi, una spalliera e sostegno al corpo dei servizi, un contrappunto vigoroso alla lievità della grande copertura.

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