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(Il quadro teologico, segue ...)
Così uno straordinario circolo di
comunione missionaria, animata dallo Spirito Santo, coinvolge e muove la storia
dell'umanità: il Padre dona il Figlio al mondo (cf. Rm 8,32); il Figlio corrisponde al
Padre, dando tutto se stesso a Lui per noi (cf. Gv 19,30); i discepoli, su mandato di
Gesù, portano il suo Vangelo a tutti i popoli, sicuri della sua compagnia, fino alla fine
del mondo (cf. Mt 28,1920).
3. La Chiesa
si riconosce in questa dinamica di «dono-risposta» e la vive secondo
molteplici aspetti:
La esprime in modo visibile e
pubblico nel cammino di fede e di vita cristiana (ad esempio con il
catecumenato),
segnatamente attraverso la consegna e l'accoglienza consapevole del Simbolo della fede; la
celebra ogni domenica, giorno del Signore e Pasqua settimanale.
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La pone a fondamento della sua
vocazione missionaria, per coinvolgere tutti gli uomini nella gioia del dono e nella
responsabilità della risposta: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»
(Mt
10,8). La sperimenta nell'esercizio continuo del perdono,
accolto e offerto a tutti. Consapevole infatti che la concreta possibilità di peccato
consiste sempre in una cattiva risposta di rifiuto o infedeltà dell'uomo ai grandi doni
ricevuti da Dio, la Chiesa confessa che ogni credente in Cristo vi è esposto a causa
della sua fragilità: «Egli era nel mondo eppure il mondo non lo riconobbe. Venne tra la
sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto» (Gv 1,1011).
Gesù Cristo, Verbo del
Padre, fatto uomo, è il dono più grande offerto da Dio all'umanità: «Dio ha
tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non
muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16).
(segue ...)
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