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Programma Pastorale per la
XV Giornata Mondiale della Gioventù

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Il contesto di riferimento«VOGLIAMO VEDERE GESU'» (Gv 12,21)

Il quadro teologico «IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI» (Gv 1,14)

Il quadro pastorale CRISTO CERCA I GIOVANI - I GIOVANI INCONTRANO CRISTO(cf TMA, 58)

Il quadro operativo«E VOI, CHI DITE CHE IO SIA?» (Mc 8,29)

 


             
                «IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI» (Gv 1,14)
Il quadro teologico

2. Il fondamento teologico e centro ispiratore della Giornata Mondiale della Gioventù è dato dal tema scelto dal Santo Padre: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14).
Questa affermazione del quarto Vangelo, come pure tutto il prologo dello stesso Vangelo in cui essa è collocata, mettono in evidenza la salvezza che viene da Dio, tanto assolutamente necessaria quanto imprevedibilmente gratuita e generosamente donata. L'incarnazione del Verbo segna l'inizio della redenzione dell'umanità e del cosmo, si compirà pienamente nella Pasqua di morte e risurrezione e con il dono dello Spirito Santo.
Nella lettura della fede cogliamo così la divina economia o progetto di salvezza nel suo farsi misterioso:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  •  Gesù Cristo, Verbo del Padre, fatto uomo, è il dono più grande offerto da Dio all'umanità: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16).

  • Cristo è contemporaneamente la risposta più fedele dell'uomo a Dio, in quanto figlio obbediente al volere del Padre, dalla sua incarnazione fino all'offerta totale di sé sulla croce: «Un corpo mi hai preparato. Allora ho detto: Ecco, io vengo... per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,57).

  • Cristo non conserva per sé l'amore e la missione del Padre, ma ne rende partecipi quanti credono in Lui. La sera di Pasqua annuncia ai suoi discepoli: «Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi»; e dona loro il suo Spirito per una nuova vita, libera dal peccato e dal male (Gv 20,2122). (segue ...)

 
 

 

 
                 (Il quadro teologico, segue ...)
  • Così uno straordinario circolo di comunione missionaria, animata dallo Spirito Santo, coinvolge e muove la storia dell'umanità: il Padre dona il Figlio al mondo (cf. Rm 8,32); il Figlio corrisponde al Padre, dando tutto se stesso a Lui per noi (cf. Gv 19,30); i discepoli, su mandato di Gesù, portano il suo Vangelo a tutti i popoli, sicuri della sua compagnia, fino alla fine del mondo (cf. Mt 28,1920). 

3. La Chiesa si riconosce in questa dinamica di «dono-risposta» e la vive secondo molteplici aspetti:

  • La esprime in modo visibile e pubblico nel cammino di fede e di vita cristiana (ad esempio con il catecumenato), segnatamente attraverso la consegna e l'accoglienza consapevole del Simbolo della fede; la celebra ogni domenica, giorno del Signore e Pasqua settimanale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • La pone a fondamento della sua vocazione missionaria, per coinvolgere tutti gli uomini nella gioia del dono e nella responsabilità della risposta: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8). La sperimenta nell'esercizio continuo del perdono, accolto e offerto a tutti. Consapevole infatti che la concreta possibilità di peccato consiste sempre in una cattiva risposta di rifiuto o infedeltà dell'uomo ai grandi doni ricevuti da Dio, la Chiesa confessa che ogni credente in Cristo vi è esposto a causa della sua fragilità: «Egli era nel mondo eppure il mondo non lo riconobbe. Venne tra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto» (Gv 1,1011).

  • Gesù Cristo, Verbo del Padre, fatto uomo, è il dono più grande offerto da Dio all'umanità: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16).
    (segue ...)

 

 

 

 

                (Il quadro teologico, segue ...)

4. Strettamente collegata al tema generale e da esso conseguente è l'idea madre e sintesi dell'intera Giornata: Riconoscere e vivere la fede come dono-risposta a Dio in Gesù Cristo, il Verbo fatto carne.
Essa trova nella consegna («traditio») e riconsegna («redditio») del Simbolo (Credo) una delle forme più alte ed espressive sia della professione pubblica della fede nella Chiesa, sia della sua testimonianza nel mondo. A questa «icona», squisitamente biblica e storico-ecclesiale, si ispireranno i diversi momenti della Giornata, culminando nella Veglia e nella solenne Celebrazione Eucaristica conclusiva.