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(Il quadro pastorale, segue 3/3 ...)
Ognuno eleva a Dio una confessione
umile e sincera delle proprie debolezze e peccati, chiedendone sincero perdono e
gustando la sua misericordia di Padre.
Ciascuno è invitato ad esprimere
un'accoglienza incondizionata al Vangelo di Gesù Cristo secondo la fede della Chiesa,
percorrendo cammini specifici di fede, animati dalle risorse proprie dei giovani,
quali la percezione dei nuovi problemi dell'esistenza, la ricerca di nuove motivazioni per
vivere e credere, l'uso di linguaggi e segni nuovi, il coraggio delle scelte, un sincero
dono di sé verso i poveri e gli oppressi.
La rinnovata consegna
della fede viene accolta con un solenne impegno di riconsegna carica di frutti
(cf. Gv 15,18), dandone
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testimonianza a tutti, in particolare ai giovani coetanei che, pur desiderando di aprire
la loro vita alla trascendenza, non trovano risposte adeguate nella cultura in cui sono
immersi. Questa responsabilità missionaria sarà vissuta come «Inizio del
vangelo di Gesù Cristo» (Mc 1,1) nel terzo millennio, imitando in tutto Gesù
in mezzo alla gente, facendosi carico delle domande, delle aspirazioni, dei bisogni degli
altri, orientandoli a Lui con l'annuncio e la testimonianza della carità.
In questo modo ogni giovane
riconosce che la sua vita, il suo quotidiano così carico di aspirazioni e non di rado
segnato dalla delusione e dal dolore, diventa luogo di incontro con Cristo, che lo guarda,
lo ama e lo invita a seguirlo, a servizio del più vasto mondo dei poveri e degli
infelici, dei giovani anzitutto, con le risorse delle tante doti di natura e di grazia che
ha ricevuto e che questo Grande Giubileo manifesta e conferma: «Allora Gesù, fissatolo,
lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va, vendi quello che hai e dallo ai
poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi"» (Mc 10,21).
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