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Programma Pastorale per la
XV Giornata Mondiale della Gioventù

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Il contesto di riferimento«VOGLIAMO VEDERE GESU'» (Gv 12,21)

Il quadro teologico «IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI» (Gv 1,14)

Il quadro pastorale CRISTO CERCA I GIOVANI - I GIOVANI INCONTRANO CRISTO(cf TMA, 58)

Il quadro operativo«E VOI, CHI DITE CHE IO SIA?» (Mc 8,29)

 

  
             
                CRISTO CERCA I GIOVANI I GIOVANI INCONTRANO CRISTO (cf. TMA, 58)
Il quadro pastorale

5. Compresa e vissuta come «consegna-riconsegna della fede», la Giornata Mondiale della Gioventù esprime efficacemente il suo significato mediante i diversi aspetti che la caratterizzano all'interno del Grande Giubileo:

  • Globalmente si manifesta come avvenimento intrinsecamente missionario: l'amore del Padre rinnova nello Spirito il dono del Figlio ai giovani del mondo, li stimola ad una scelta libera e fedele, li manda a darne «bella notizia» al millennio che inizia: «Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, veduto, contemplato, toccato..., ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza), noi lo annunziamo anche a voi» (1Gv 1,13).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Diventa esperienza forte di conversione, di riconciliazione, di perdono, di gioia nel passare al terzo millennio attraverso Cristo, porta della salvezza.

  • Si alimenta con un singolare momento di grazia: l'incontro con la viva memoria della fede, rappresentata dagli apostoli Pietro e Paolo e dai primi martiri della Chiesa.

  • Riceve direttamente dalle mani del Papa il mandato a restituire la fede ricevuta con l'impegno di una coerente vita di testimonianza e di annuncio di Cristo nel mondo.

  • Entra nella storia di ogni giovane come singolare annuncio evangelico di pace, di libertà, di speranza, da portare con sé nel varcare la soglia del terzo millennio come dono per l'umanità del futuro.  (segue...)

 
 


          (Il quadro pastorale, segue 2/3 ...)

In sintesi, il «Giubileo» e «Roma» rappresentano per i giovani il tempo e il luogo quanto mai propizi di un'esperienza cristiana unica nel suo genere: la fede, manifestatasi in certo modo come invocazione nei loro desideri e domande, viene ora attinta e donata alla sorgente del Cristo Salvatore, è professata sulle tombe degli apostoli e dei martiri, è confermata dal Papa e da lui riconsegnata ai giovani, perché diventi sostanziale ragione della loro vita e speranza, ed anzi perché se ne facciano coraggiosi testimoni ed annunciatori nel terzo millennio cristiano, in tutto il mondo, in ogni cultura, verso ogni creatura.

6. La Giornata Mondiale della Gioventù, con il suo pregnante significato giubilare, non deve apparire estranea al mondo dei giovani, perché di fatto non lo è. Infatti, «con l'incarnazione, il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo» (Gaudium et spes, 22). Per questo «Gesù Cristo è la via principale della Chiesa. Egli stesso è la nostra via alla "casa del Padre" (cf. Gv 14,1ss), ed è anche la via a ciascun uomo» (Redemptor hominis, 13).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questi duemila anni il Verbo si è veramente incarnato in ogni popolo, cultura e tradizione, ha posto la sua «tenda» in mezzo ad ogni nazione della terra e chiama anche oggi ogni uomo e ogni donna ad aprire il proprio cuore e la propria vita a Lui. Nel dinamismo della Giornata Mondiale della Gioventù ogni giovane è perciò chiamato a riscoprire e rinnovare i grandi momenti del cammino di fede iniziato e vissuto nella propria comunità di origine: in famiglia, nella parrocchia, nelle aggregazioni ecclesiali, ecc., con sentimenti di profonda riconoscenza a Dio, di gioiosa condivisione di doni, di partecipazione piena a precisi impegni:

  • La memoria della fede ricevuta nella propria Chiesa locale e sperimentata come evento di unità e di comunione nella Chiesa universale, si fa ora nitida e cosciente e riceve dal Papa, successore di Pietro, conferma di verità e di comunione(segue...)

 


      (Il quadro pastorale, segue 3/3 ...)
  • Ognuno eleva a Dio una confessione umile e sincera delle proprie debolezze e peccati, chiedendone sincero perdono e gustando la sua misericordia di Padre.

  • Ciascuno è invitato ad esprimere un'accoglienza incondizionata al Vangelo di Gesù Cristo secondo la fede della Chiesa, percorrendo cammini specifici di fede, animati dalle risorse proprie dei giovani, quali la percezione dei nuovi problemi dell'esistenza, la ricerca di nuove motivazioni per vivere e credere, l'uso di linguaggi e segni nuovi, il coraggio delle scelte, un sincero dono di sé verso i poveri e gli oppressi.

  • La rinnovata consegna della fede viene accolta con un solenne impegno di riconsegna carica di frutti (cf. Gv 15,18), dandone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

testimonianza a tutti, in particolare ai giovani coetanei che, pur desiderando di aprire la loro vita alla trascendenza, non trovano risposte adeguate nella cultura in cui sono immersi. Questa responsabilità missionaria sarà vissuta come «Inizio del vangelo di Gesù Cristo» (Mc 1,1) nel terzo millennio, imitando in tutto Gesù in mezzo alla gente, facendosi carico delle domande, delle aspirazioni, dei bisogni degli altri, orientandoli a Lui con l'annuncio e la testimonianza della carità.  

In questo modo ogni giovane riconosce che la sua vita, il suo quotidiano così carico di aspirazioni e non di rado segnato dalla delusione e dal dolore, diventa luogo di incontro con Cristo, che lo guarda, lo ama e lo invita a seguirlo, a servizio del più vasto mondo dei poveri e degli infelici, dei giovani anzitutto, con le risorse delle tante doti di natura e di grazia che ha ricevuto e che questo Grande Giubileo manifesta e conferma: «Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi"» (Mc 10,21).