Il progetto però, a nostro avviso, non si capirebbe
completamente se non tentassimo di esporre un ultimo obiettivo insito nel nostro lavoro,
ovvero quello di perseguire una finalità che del resto ogni architettura nel suo
compiersi dovrebbe manifestare, vale a dire la capacità di creare uno spazio che una
volta ideato, attraverso la sua geometria, sia in grado di infondere unatmosfera e
un carattere consoni alla funzione alla quale è stato destinato.
Intenzione questa difficilmente definibile ed inscrivibile in un piano
cartesiano o nel dato tecnico e tanto più ardua da trasmettere se non forse attraverso
lesplicitazione di unidea forte che sia tale da far vibrare i materiali di per
sé inerti acchè questi, accostandosi e componendosi, vadano a configurare lo spazio
adatto di cui si parlava, ovvero nel nostro caso il luogo ove luomo sia condotto ad
avvicinarsi alla sfera emotiva e spirituale.
Or bene il suggerimento per cogliere quel carattere che ricercavamo, al fine di
riversarlo nella nostra architettura, ci è stato dato dalla lettura di un brano del XII
secolo che qui riproponiamo, scritto dallabate Suger, quando questi, ultimata la
cappella di Saint Denis nellIle de France si raccolse in contemplazione
nellabside e così recitò:
"... Quando - con mio grande diletto nella
bellezza della casa di Dio lincanto delle pietre multicolori mi ha strappato
alle cure esterne e una degna meditazione, mi ha indotto a riflettere, trasferendo ciò
che è materiale a ciò che è immateriale, sulla diversità delle sacre virtù: allora mi
sembra di trovarmi, per così dire in una strana regione delluniverso che non sta
del tutto chiusa nel fango della terra né è del tutto librata nella purezza del Cielo; e
mi sembra che, per grazia di Dio, io possa essere trasportato da questo mondo inferiore a
quello superiore per via analogica
le pietre che ci circondano sono una luce, perché
io percepisco che sono buone e belle, che esistono secondo le proprie regole di
proporzione, che differiscono per genere e specie da tutti gli altri generi e specie, che
sono definiti dal numero, che non vengono meno al loro ordine, che cercano il loro luogo
specifico conformemente alla loro gravità
E allora quando in queste pietre
percepisco tali cose superiori, lanima piange, di gioia commossa, e non per vanità
terrena o amore delle ricchezze, ma per amore della causa prima non causata." |
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Suger saluta
in tal modo la bellezza materiale intesa come veicolo di beatitudine spirituale anziché
rifuggire da essa come tentazione.
E tale intendimento abbiamo umilmente tentato di ripercorrere lavorando con i materiali
poveri e precari del nostro allestimento per il palco papale.
Ecco dunque lidea forte, il carattere, che volevamo infondere nei materiali della
nostra "fabrica" che alla fine ci auguriamo abbia rappresentato il
compimento ultimo del nostro lavoro. |