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II - IL
MISTERO DELLINCARNAZIONE
"Il fondamento teologico e centro
ispiratore della Giornata Mondiale della Gioventù è dato dal tema scelto dal Santo
Padre: "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" ( Gv 1,14)" (Programma
pastorale, 2).
Il motivo conduttore della Giornata
Mondiale della Gioventù del 2000 si presenta come evento di verità, di grazia e di
senso. Evangelizzare i giovani annunciando loro l"avvenimento"
dellIncarnazione diventa il vero obiettivo della Giornata Mondiale della Gioventù,
si propone come il massimo dono-scoperta per i giovani stessi e diventa la più alta e
appassionante sfida per gli educatori e per tutta la comunità ecclesiale. A questo scopo,
si avverte una triplice esigenza: darne il significato vero, corrispondente alla fede
della Chiesa; proporre itinerari educativi confacenti alla profondità dei contenuti
connessi con questo mistero; fare dellIncarnazione del Figlio di Dio
lesperienza portante della vita e della missione dei giovani, valorizzando
pienamente gli elementi proposti dalla Giornata Mondiale della Gioventù.
1. La verità dellannuncio
Fa da riferimento immediato il
mistero dellIncarnazione così come è proposto dal Papa nella Tertio
millennio adveniente.
1.1. Prima che una
dottrina, lIncarnazione del Verbo, è un evento del tutto gratuito di Dio
verso il mondo, il cuore anzi di tutti i grandi atti del suo progetto di salvezza, lespressione
più alta del suo amore verso lumanità e verso tutta la creazione (cf. Gv 3,16).
1.2. Levento
dellIncarnazione è anzitutto rivelazione del mistero stesso di Dio, della
comunione trinitaria, cioè dellessere e dellopera del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo. NellIncarnazione si manifesta il volto di Dio nella sua
profonda verità e, nel contempo, dal volto genuino di Dio cogliamo il significato
profondo dellIncarnazione: "In questo si è manifestato lamore di Dio per
noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per
mezzo di lui" (1Gv 4,9). Da allora, da
quando il Verbo si è incarnato, riconoscere e incontrare Dio attraverso Gesù e
riconoscere e incontrare Gesù alla luce del mistero di Dio diventa congiuntamente la
grazia e la logica suprema della fede (cf. Mt 11,27).
1.3. Lavvenimento
dellIncarnazione non si limita al primo apparire del Figlio unigenito di Dio sulla
terra, ma si prolunga e dunque comprende la totalità dellopera di Gesù, la
sua missione redentrice e i suoi frutti nellopera dello Spirito Santo e della
Chiesa, che ha in Maria limmagine e il modello e dal Signore è sempre guidata (cf. Mt 28,16-20).
1.4. Rivelazione
dellamore di Dio alluomo, lIncarnazione è anche rivelazione
delluomo a se stesso, alla luce di Cristo, lUomo perfetto (cf. Gaudium et spes, 22 e 41). In Gesù, vero Dio e vero
uomo, tutti gli uomini e le donne diventano "familiari", in certo modo si
appartengono come figli dellunico Padre, grazie al comune Spirito (cf. Gal 4,4-7).
1.5. Compiutasi una volta
per sempre nel tempo, lIncarnazione del Verbo rimane un evento di grazia per
tutti e per sempre: "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre" (Eb 13,8). LIncarnazione del Figlio di Dio si incrocia
con tutti gli eventi della storia e interpreta tutti i fatti, grandi e piccoli, del
cammino della Chiesa, delle vicende umane e della stessa storia biblica, tra cui
specificamente levento del Giubileo.
Questa dimensione temporale
dellIncarnazione riceve dal Papa una particolare sottolineatura per la congiuntura
straordinaria del bimillenario dellavvenimento, per cui possiamo e dobbiamo
considerare levento cristiano nel vivo di questa lunga, complessa, difficile eppur
gloriosa storia. Storia che è stata fecondata da questo evento con una ricchezza di doni,
da cui sono scaturiti effetti spirituali, etici e culturali; ma purtroppo anche inquinata
dal peso di rifiuto e di peccato espresso nel corso del tempo dallumanità. La
memoria celebrativa che sta al cuore del Giubileo, riafferma la centralità del mistero
del Cristo vivente in eterno. In sintesi: una incomparabile eredità ricevuta, da
consegnare al mondo che viene.
2. Un originale e denso itinerario
di fede
La presentazione del mistero
dellIncarnazione come il "dono bimillenario" del Verbo fatto uomo, evento
compiuto i cui frutti continuano nel presente e nel futuro fino alla consumazione dei
secoli, costituisce la via della sua accoglienza da parte dei giovani. Ciò provoca la
messa in evidenza di alcuni obiettivi e contenuti, da compaginare in un itinerario di
fede ben strutturato, esigente nella considerazione del mistero e, dunque, anche nelle
domande che certamente suscita. Proponiamo alcuni elementi di orientamento.
2.1. Non si tratta di un
cammino caratterizzato da un qualsiasi contenuto religioso, ma di un itinerario che mette al
suo centro la ricerca, il dono, lesperienza della stessa fede, matura, piena,
vitale e aperta al futuro grazie allIncarnazione del Verbo. È in certo modo la fede
colta al "punto di partenza", alla sorgente, sia per quanti hanno già fatto una
scelta cristiana, sia per i tantissimi, i più, che attendono di ascoltarne
lannuncio di nuovo, anzi, non di rado, per la prima volta.
2.2. Tale annuncio, se è
fedele al mistero dellIncarnazione, non si limita a constatare rigorosamente una
serie di verità per quanto alte, ma fa entrare nel dinamismo che esso irresistibilmente
determina, cioè il suo impulso missionario verso il mondo. Lo possiamo sintetizzare nel
compito di accogliere e trasmettere leredità di Gesù ed enfatizzare con
questa proposizione-guida: Dio ci chiede di "aiutarlo" a restare nella storia
con il volto di Gesù di Nazaret, per continuare la salvezza del mondo, di fronte a sfide
culturali del tutto inedite, talora cosparse di incognite che generano paura, ma anche
contrassegnate, in modo esplicito o implicito, da domande di senso e da tentativi di
ricerca, in particolare proprio da parte dei giovani.
2.3. Questo quadro globale
di riferimento porta con sé una vasta, ardita e coraggiosa meditazione della presenza
ed opera di Dio, in Cristo, nella storia. Emergono i nuclei tematici considerati dal
Papa nella Tertio millennio adveniente, che si possono ulteriormente sviluppare,
secondo uno spessore di fede e di cultura proporzionato agli uditori, ma sempre mantenendo
come punto focale il mistero centrale:
- cogliere il volto di Dio
alla luce dellIncarnazione, secondo il tragitto proposto da Giovanni Paolo II in
preparazione al Grande Giubileo, e cogliervi la grazia di cui Dio vuol far dono agli
uomini mediante la celebrazione di esso (cf. TMA, 29-55);
- leggere nellIncarnazione del Verbo
il piano di Dio per la salvezza del mondo e vedere in questa storia di salvezza
lazione del Risorto, che si manifesta con la potenza dello Spirito, in particolare
nella Chiesa;
- dal mistero del Verbo Incarnato, centro
della storia, giungere alla comprensione del significato del tempo, come storia
della condiscendenza che Dio manifesta nei confronti delluomo, il quale, da parte
sua, lo invoca e lo attende;
- discernere in tale luce il significato
della creazione, il valore delle grandi religioni e del dialogo
interreligioso, la verità donata in pienezza nella rivelazione cristiana che ha al
suo centro levento storico di Gesù di Nazaret;
- riconoscere come "nel mistero del
Verbo incarnato trova vera luce il mistero delluomo" (Gaudium et spes, 22), dunque il senso della vita, della
morte, del dolore, del destino supremo di ciascuno;
- comprendere come il mistero del Figlio di
Dio incarnato spinge a fare sintesi armonica tra fede ed esistenza quotidiana, tra
fede e attività professionale, tra fede e ambienti di vita;
- illuminare la persona e la missione di Maria,
Madre del Verbo Incarnato, nella storia della Chiesa e del singolo cristiano.
2.4. Il cammino di fede
privilegia tre segni tipici, grazie ai quali il Verbo Incarnato continua la sua
presenza:
- la parola di Dio, espressa dalla
Sacra Scrittura, in particolare dai Vangeli, e spiegata nella Tradizione della Chiesa,
alla cui conoscenza sono guida preziosa la catechesi e i testi di catechesi, tra cui in
particolare il Catechismo della Chiesa Cattolica e i catechismi delle Chiese
locali;
- il Corpo e Sangue di Cristo nel
sacramento dellEucaristia, fonte e culmine della vita della Chiesa, Sposa del Verbo;
- il cuore di Cristo, manifestato
nella comunione fraterna tra di discepoli di Gesù e nella compassione e nel servizio
concreto ai poveri.
3. La Giornata Mondiale della Gioventù
come esperienza dellIncarnazione
La Giornata Mondiale della Gioventù
chiede di essere vissuta nel realismo dellIncarnazione del Verbo che
celebriamo. Richiamiamo alcuni motivi guida:
- si richiede una comprensione in certo
modo "sacramentale" del bimillennario cristiano che si viene a celebrare (cf. TMA, 15), non restando distratti e ingolfati da altre
pratiche: un velo di contemplazione del mistero del Verbo Incarnato dovrebbe poter
rivestire tutte le ore della Giornata e permeare tutti gli avvenimenti;
- ciò esige che linguaggio, segni e
riti appaiano trasparenti e comprensibili, e sempre mirati al grande mistero che
celebriamo: "Dio-con-noi" in cammino verso il terzo millennio;
- peculiare valore assumono le catechesi,
che, tanto nellannuncio quanto nella celebrazione, avranno al cuore il mistero
dellIncarnazione, considerato nei suoi vari aspetti e articolazioni;
- particolare attenzione sarà posta alla
grande Veglia e alla solenne Celebrazione eucaristica conclusiva, perché
siano comprese e vissute come memoria e missione di "Gesù Cristo, ieri, oggi e
sempre";
- i disagi e la fatica delle giornate
dovranno essere vissuti con atteggiamento ascetico, di accettazione delle cose umili, dei
sacrifici inevitabili, ma insieme di cordiale testimonianza e di scambio di doni, di
dialogo e di confronto, come i Vangeli ci testimoniano che Gesù faceva nelle sue
giornate, con una esperienza quotidiana intessuta di preghiera, di annuncio, di segni di
misericordia e di amore, di resistente sopportazione, di consolazione (cf. Mc 1,20-39).
4. Proposte per la fase di preparazione
Si suggerisce che i giovani, nelle
rispettive Chiese locali, parrocchie, comunità o movimenti e gruppi, svolgano
nellanno pastorale 1999/2000 una serie di catechesi sul tema della Giornata Mondiale
della Gioventù, alla luce del messaggio del Santo Padre. La riflessione e
lesperienza di fede si dovranno incentrare sulla conoscenza e sullincontro con
i segni concreti della fede in Cristo, incarnata nella storia e nella vita della loro
Chiesa e delle loro comunità, così da mettersi in sintonia con la Tradizione vivente, di
cui sono chiamati a farsi portavoce e testimoni, con la ricchezza della loro creatività,
gli stimoli della loro problematicità e la spinta del loro entusiasmo. |