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III - ROMA,
CITTÀ SANTUARIO
"Si terrà presente che la Giornata
Mondiale della Gioventù del 2000 avviene a Roma, città santuario, dove le memorie vive
degli apostoli Pietro e Paolo, dei martiri e confessori della fede e la presenza e il
magistero del Papa parlano direttamente a chi si fa pellegrino in essa. Il luogo stesso
rappresenta per i giovani una "catechesi in atto" da valorizzare
opportunamente" (Programma pastorale, 7).
Le ultime parole di questo passaggio del Programma
pastorale indicano lobiettivo di questa singolare sottolineatura del luogo della
Giornata Mondiale della Gioventù, per cui non solo le sedi di culto nella città e le
azioni specifiche fatte in esse o negli altri luoghi di incontro costituiscono
"catechesi", ma il posto come tale nella sua globalità è compreso quasi come
reliquia cristiana, e dunque qualificato come "santuario", luogo tipico dove
risuona la parola di Dio. Contro ogni possibile fraintendimento, è da comprendere bene
questa connotazione, non applicabile allo stesso modo ad altre, pur eminenti, località,
per farne di conseguenza una corretta e benefica esperienza.
1. I segni
Roma sarà "invasa", in
misura prevedibilmente straripante, dal variopinto mondo giovanile proveniente da tutti i
Paesi della terra, ricchi delle proprie tradizioni e culture: ma quanti tra i giovani, a
partire da quelli italiani, conoscono lautentico volto di questa città che
li accoglie, la sua profonda anima religiosa, spirituale, culturale, civile, umana?
Diventa pertanto esemplare segno di fedeltà allIncarnazione che celebriamo, poter
entrare nellUrbe non da stranieri, ma da ospiti e fratelli, secondo il tradizionale
linguaggio della Chiesa. A questo proposito va ricordato un segno vistoso di novità
rispetto alle altre Giornata Mondiale della Gioventù: questa volta non sono i giovani che
accolgono il Papa allinterno di un loro incontro, ma è il Papa che ospita i
giovani nella sua stessa Chiesa e quindi apre Roma come casa comune per tutti.
Diventa allora indispensabile ricuperare
i significati che a Roma provengono dalla visione della fede. Il Programma pastorale
ne recensisce tre tipi, ciascuno dei quali otterrà momenti specifici di visibilità nella
Giornata Mondiale della Gioventù.
1.1. Anzitutto Roma
conserva una testimonianza quanto mai singolare della fede nel Verbo Incarnato,
professata da uomini e donne discepoli di Cristo fino al martirio.
- Precedono i due "corifei",
Pietro e Paolo, entrambi apostoli costituiti dallo stesso Gesù, di cui si hanno
riferimenti storici certi e monumenti memorabili fin dallinizio del cristianesimo.
Essi rappresentano la viva Tradizione della fede in Gesù Cristo lungo questi
duemila anni, ne assicurano lautenticità, ne manifestano la cattolicità
comprensiva di tutti i popoli, "giudei e gentili", ne mantengono lapertura
missionaria, indicano per primi il necessario percorso di inculturazione del Vangelo,
esortano e garantiscono a nome del Signore la libertà della fede, il superamento di ogni
ostacolo da parte della Chiesa, la consolazione dei fedeli. Meditare su "Pietro e
Paolo" nei luoghi stessi della loro opera di evangelizzazione e del loro martirio, è
incontrare due tra le più efficaci testimonianze di vita e di dottrina
sullidentità e la presenza del Cristo, mediante il suo Spirito, lungo gli
accidentati percorsi della storia.
- I due "prìncipi degli
Apostoli" sono circondati dallesercito di santi martiri, uomini e donne,
di alcuni dei quali fa solenne memoria il Canone romano; tra loro sono i protagonisti,
conosciuti o nascosti, del confronto tra il cristianesimo e la società pagana dei primi
secoli. Essi costituiscono la "nube di testimoni" (Eb
12,1) che accompagna Colui che, facendosi uomo, accettò il martirio della
croce per la nostra salvezza, sicché la testimoniana fedele, anche fino al sangue, è
vocazione del battezzato e "seme di nuovi cristiani".
- A loro succedono nelle diverse epoche
della storia della Chiesa di Roma una schiera di santi e sante, testimoni dello
splendore della fede nella vita della Chiesa e del mondo, vescovi, presbiteri e diaconi,
religiosi e religiose, sovente fondatori di grandi ordini e congregazioni religiose, laici
e laiche, ognuno diventato per opera dello Spirito frammento luminoso, credibile e
imitabile delle inesauribili ricchezze di Cristo. Anche di costoro rimane il ricordo nelle
tante chiese, istituzioni di carità, sodalizi e compagnie, e un riccho ethos spirituale e
culturale.
- Da Roma sono inoltre partiti i grandi missionari,
che hanno portato lannuncio di Cristo e la fede cristiana in ogni parte della terra.
1.2. Un secondo fattore
che rende Roma casa comune dei cristiani è la presenza del Papa. Il vescovo di
Roma è il successore di Pietro, costituito da Gesù Cristo pastore della Chiesa
universale, perché la conservi, con laiuto dello Spirito, nella verità del
Vangelo, nella comunione della carità e nel servizio missionario verso tutte le genti.
"Vedere Pietro" è la formula antica che guida ieri e oggi vescovi e fedeli a
incontrare il Papa a Roma, come segno visibile dellunità nel mistero di comunione e
missione che è la Chiesa.
Superando stereotipi e pregiudizi, in voga
anche tra i giovani, proprio il realismo dellIncarnazione richiede il riconoscimento
della vera realtà del Papa, e dei vescovi con lui, nel servizio a tutta la Chiesa e alle
singole Chiese. E ciò dà verità alle forme entusiastiche con cui i giovani accolgono la
persona del Santo Padre: si tratta di aiutarli a comprendere bene il suo messaggio, come
interprete autentico delleredità cristiana nel passaggio dal secondo al terzo
millennio. È da lui, infatti, che ha origine la stessa Giornata Mondiale della Gioventù
e la sua realizzazione nel Grande Giubileo.
1.3. Un terzo fattore che
rende viva Roma e non la riduce a città di storia di arte, deriva dal fatto che essa è
una comunità ecclesiale viva, rinnovata dal Concilio e, più prossimamente, dal
recente Sinodo, attualmente impegnata in unoriginale forma di "missione
cittadina", promossa dallintero popolo di Dio. Essa ha lonore e la fatica
di accogliere i giovani di tutto il mondo.
Le comunità cristiane ospitanti, con i
loro giovani, gli adulti e le famiglie, intendono realizare un reciproco "scambio dei
doni" con i giovani della Giornata Mondiale della Gioventù: approfondendo insieme il
compito non sempre facile di vivere la fede in un contesto altamente secolarizzato;
mostrando gioie e sofferenze della vita quotidiana, i problemi della disoccupazione, della
povertà, dellemarginazione giovanile, dellimmigrazione; confrontandosi
sullimpegno della pastorale giovanile e universitaria, sul lavoro dei religiosi
specie nelle scuole e nella cura dei bisognosi, sulle iniziative di preghiera, di
volontariato, di catechesi, di catecumenato, di approfondimento teologico nei tanti centri
di studio; dando testimonianza dellesperienza della "missione cittadina",
che ha caratterizzato questi anni di immediata preparazione al Giubileo.
Converrà anche ricordare che Roma è sede
della Conferenza Episcopale Italiana, lorganismo ecclesiale che favorisce la
comunione tra i vescovi e quindi tra le diocesi italiane, ed è inoltre il luogo di
residenza dei superiori degli ordini e delle congregazioni religiose.
Va richiamato poi il fatto che a Roma sono
presenti diverse altre Chiese e comunità cristiane, di Oriente e di Occidente,
verso cui la diocesi esprime una cura particolare sul piano ecumenico.
Esiste inoltre, a ancora prima del
cristianesimo, unantichissima comunità ebraica e, recentemente, si è estesa
la presenza di credenti di altre religioni, e in primo luogo di fedeli
dellIslam.
Si aiuterà a capire, infine, il volto
civile di Roma, capitale dello stato italiano, le sue istituzioni e servizi, le
componenti sociali e culturali che le danno forma e identità, il dialogo
religioso-culturale in atto. Non da ultimo sarà da ricordare come la città ospiti tante
istituzioni umanitarie nazionali ed internazionali.
1.4. Proprio nella logica
dellIncarnazione, lattenzione verso la città richiede che si tenga conto
anche della storia precedente e seguente lavvento del cristianesimo. In
antecedenza ci si incontra con il glorioso mondo della romanità, che fa da contesto
fondamentale allannuncio del Vangelo, quasi per una "seconda nascita" in
ambito pagano. Dallhumus cristiano poi è sortita una incomparabile storia di
effetti, sul versante artistico, culturale, istituzionale, umano, che si rendono visibili
negli innumerevoli manufatti che fanno il volto di Roma: chiese, palazzi, piazze, strade,
musei, pinacoteche, monumenti, ecc., fino agli umili altarini (le cosidette
"madonnelle") nei crocicchi delle strade.
Nella fase di preparazione al
pellegrinaggio romano della Giornata Mondiale della Gioventù, sarà bene che ai giovani
sia fatta conoscere la città di Roma nella storia, nelle persone, nelle istituzioni, nei
fatti e nei segni cristiani e civili.
2. Lesperienza
Pur dovendo far conto con i limitati
tempi a disposizione e secondo le disponibilità di ogni gruppo, nella Giornata Mondiale
della Gioventù si aprono alcune esperienze comuni offerte a tutti, da ben valorizzare,
secondo percorsi di visita e di contatto prestabiliti.
2.1. A livello di visita
- Eminente fra tutte è la visita
giubilare alla basilica di S. Pietro, per compiere tre grandi gesti: il pellegrinaggio
silenzioso di avvicinamento alla basilica, simbolo prestigioso della casa comune di tutti
i fedeli e vincolo di comunione tra le tante Chiese del mondo, un cammino da compiere in
spirito penitenziale e di conversione; il passaggio della Porta Santa, che è segno di
Cristo, come grazia di rinnovata appartenenza a lui e alla sua Chiesa; la professione
comune del Credo sulla tomba di Pietro, primo apostolo di Cristo, come solenne scelta di
fede.
- La Via Crucis con il Papa
nellarea dei Fori e del Colosseo rievoca direttamente la straordinaria testimonianza
dei tanti martiri cristiani, discepoli di Gesù fino a condividere la sua passione
nellofferta della propria vita.
- Un ulteriore arricchimento può venire
dalla visita alle altre basiliche romane, alle catacombe e ai molti luoghi
significativi della testimonianza cristiana.
2.2. A livello di incontro
- A Roma non si fa soltanto esperienza
di una comunità nei suoi diversi volti, ma soprattutto è possibile incontrare anche il
suo vescovo, il Papa Giovanni Paolo II. Sopra abbiamo ricordato il significato e il
compito che nella Chiesa spettano al Santo Padre, come egli, insieme ai vescovi
presenti peraltro così numerosi nella Giornata Mondiale della Gioventù
rappresenti visibilmente ed autenticamente il servizio pastorale della Chiesa.
La Giornata Mondiale della Gioventù è
tempo propizio per aiutare i giovani a rafforzare ulteriormente il loro legame con il
Papa, così intenso ma anche talvolta selettivo nei riguardi delle sue proposte e dei suoi
messaggi. Si tratta di aiutarli a cogliere la vera identità della persona e del servizio
del Papa, spiegando ciò che la fede dice del suo ministero, chiarendo idee, informando
sui fatti, rispondendo a obiezioni, superando pregiudizi, cogliendo, proprio alla luce del
mistero dellIncarnazione, lidentità genuina di questuomo che Gesù ha
posto aad esercitare con amore il servizio dellautorità per "confermare nella
fede" i fratelli nel mondo (cf. Lc 22,22).
- Tra i momenti di contatto diretto,
testimoniale, che i giovani potranno avere con il Papa, ricordiamo la liturgia di
accoglienza, con cui si aprirà lospitalità che egli offre a tutti i giovani nella
sua Chiesa di Roma, la Via Crucis del venerdì e, in particolare, la Veglia del sabato,
con la conferma e la consegna del Credo, e la Celebrazione eucaristica della domenica, con
il solenne mandato missionario che egli affiderà a tutti i giovani, di portare il Vangelo
nel terzo millennio.
Lascolto, la meditazione, la
partecipazione ai grandi atti del Papa, e la riflessione comunitaria sulla sua persona e
sul suo servizio, fatta antecedentemente e poi successivamente alla Giornata Mondiale
della Gioventù nelle proprie Chiese, saranno la migliore verifica della autenticità
della propria relazione con lui nelladesione alla fede in Gesù Signore.
2.3. A livello di contatto
- Vi è infine lesperienza di
comunione ed anzi di vita comune con le comunità ecclesiali della diocesi di
Roma (parrocchie, centri religiosi, famiglie
), che offriranno concretamente
lospitalità. Lo "scambio di doni" mediante laccoglienza fraterna e
i gesti comuni di preghiera, di mensa e di festa è lobiettivo che ogni gruppo di
ospiti e ospitanti è chiamato a concretizzare in un quadro organizzativo prestabilito.
- Questo contatto si prolunga con forme di incontro
cordiale con altre persone della città, specie con giovani di appartenenze religiose
e culturali diverse, per un dialogo sincero e fraterno su valori umani, spirituali,
religiosi.
3. Proposte per la fase di preparazione
Si invitano i giovani a riscoprire la
realtà della propria Chiesa particolare con i propri pastori, santi e testimoni; con i
luoghi che ricordano linizio della sua prima evangelizzazione, e sono tuttoggi
di riferimento per la fede dei credenti.
Ogni realtà locale custodisce tali traccie indelebili e
manifeste di una fede accolta, vissuta , testimoniata e professata. È importante che,
venendo a Roma, i giovani portino con sé la memoria viva di questo patrimonio di grazia e
ne possano far dono agli altri giovani. |