Schede di Approfondimento

I - IL GIUBILEO DEI GIOVANI

II - IL MISTERO DELL'INCARNAZIONE

III - ROMA, CITTA' SANTUARIO

IV - I GIOVANI


LA "CONSEGNA E RICONSEGNA DELLA FEDE"

 

IV - I GIOVANI

"Ogni giovane riconosce che la sua vita… diventa luogo di incontro con Cristo, che lo guarda e lo ama e lo invita a seguirlo" (Programma pastorale, 6).

Si afferma che i giovani sono i protagonisti della Giornata Mondiale della Gioventù. È vero, ma occorre intendersi: non lo sono da soli, né come inventori arbitrari dell’esperienza, né come passivi fruitori. Questo significa che il migliore servizio che si possa far loro è di dare per tempo le precise coordinate della Giornata Mondiale della Gioventù: il senso, gli obiettivi, i contenuti e i compiti, e all’interno del progetto elaborare insieme una partecipazione pronta, creativa e di comunione. Due pertanto sono i livelli elementari di proposta: il significato e la presenza.

1. Il significato

Riflettendo sulla natura delle Giornata Mondiale della Gioventù, come sono state intese dal Papa che le ha istituite, e di questa Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 a Roma, emergono facilmente alcuni elementi di fondo su cui impostare una comune opera di coscientizzazione e azioni concrete.

1.1. Si tratta di una convocazione "ex fide ad fidem", in vista cioè di una piena accoglienza della fede nel Dio di Gesù Cristo, secondo l’annuncio della Chiesa, per una maturazione di essa in quanti sono già credenti e un avvio in essa per quanti lo Spirito del Signore sta certamente cercando e chiamando. Gli altri obiettivi, pur presenti nell’avvenimento, sono subordinati e strumentali.

La Giornata Mondiale della Gioventù è, anzitutto, una grande "avventura della fede giovanile", un evento simile ad una rinnovata Pentecoste, e non un generico revival religioso che voglia solo produrre sensazioni e muovere sentimenti.

1.2. Specificamente, l’esperienza di fede di questa Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 a Roma è intrinsecamente legata al Grande Giubileo nel bimillenario della nascita di Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo per la salvezza dell’umanità. Di questo evento assume i contenuti di grazia nell’annuncio, nella celebrazione, nell’esperienza.

Il Programma pastorale, letto nel contesto della Tertio millennio adveniente e secondo le specificazioni che il Papa darà nel messaggio della Giornata, rimane il documento di base su cui confrontarsi nelle Chiese particolari per creare una condivisa mentalità.

1.3. Resta vero che esiste e va pienamente colto l’ambito specifico di significato che spetta a questo Giubileo dei giovani, con cui praticamente coincide la Giornata Mondiale della Gioventù.

Si enucleano due dimensioni, una di ordine, per così dire, temporale e una di ordine spaziale, che evidenziano chiaramente l’originale coinvolgimento e partecipazione richiesti ai giovani in tre aspetti.

1.3.1. A livello di dimensione temporale i giovani sono giustamente interpellati dal Papa secondo lo specifico della loro età. È la loro risorsa, ciò per cui ad essi "appartiene il futuro del mondo e della Chiesa". Questo significa che nella congiuntura del secondo millennio cristiano che transita nel terzo, "le giovani generazioni" – sempre con le parole del Papa – "avranno la gioia di recare il proprio contributo alla presenza di Cristo nel prossimo secolo e in quelli successivi, sino al compimento dei tempi" (TMA, 58).

L’obiettivo supremo della Giornata Mondiale della Gioventù è tipicamente missionario ed è un compito profetico, missionario. Si tratta di una consegna che unisce insieme l’esigenza di una chiara testimonianza di vita con l’annuncio esplicito di Gesù. La missione si qualifica per il coraggio di proclamare il nome di Gesù Salvatore, "rendendo ragione della speranza" che ogni giovane porta in sé (cf. 1Pt 3,15).

1.3.2. All’affidamento di questa missione profetica, alla certezza di riuscita che viene dall’azione potente dello Spirito di Dio, e proprio anche mediante i giovani (cf. At 2,17), si abbina l’imperativo a realizzare la condizioni perché essa si realizzi. Il Papa infatti ricorda che l’impresa missionaria si compirà fino a quando sarà in atto una singolare esperienza: i giovani cercano Cristo, scoprono che egli li attende, lo incontrano e lo cercano per interrogarlo ulteriormente (cf. TMA, 58). Il Papa non ignora le difficoltà dei giovani ad accettare la fede cristiana. Pone però arditamente sotto il segno della grazia, dell’agostiniano "non mi cercheresti se non mi avessi già trovato", la stessa ricerca di verità, di bellezza e di bontà che li sta inquietando, a patto che, tramite anche il compito di testimoni educatori, accettino di aprirsi alla Rivelazione. In fondo non si può commemorare adeguatamente il mistero dell’Incarnazione, se non lasciandolo in certo modo realizzare in se stessi, dando al Verbo che viene tra noi, come dice Giovanni, quell’accoglienza per cui possiamo diventare figli di Dio (cf. Gv 1,12). "Soltanto Dio, che ha creato l’uomo a sua immagine e che lo ha redento dal peccato, può offrire ai [suoi] problemi una risposta pienamente adeguata, e ciò per mezzo della rivelazione compiuta nel Figlio suo, fatto uomo. Chiunque segue Cristo, l’Uomo prefetto, si fa lui pure più uomo" (Gaudium et spes, 41).

Tutto ciò propone chiaramente un compito che è una sfida, la più alta e necessaria di tutta la Giornata Mondiale della Gioventù, compendiata nella "consegna e riconsegna della fede" [cf. scheda La consegna e riconsegna della fede]: la Giornata con i suoi diversi contenuti intende essere il sì radicale, forte, totale, gioioso al dono della fede in Gesù Salvatore dell’uomo, che il Padre mediante lo Spirito fa alla sua Chiesa "giovane". In questo senso la Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 nelle sue articolazioni si propone come un compendioso, ma vero, rinnovato catecumenato cristiano, che dall’ascolto della Parola, si protende in conversione, si fa riaccoglienza della fede data con il Battesimo e con la Cresima, prende vigore nella celebrazione della Eucaristia e si diffonde in impegno missionario verso tutti i popoli.

1.3.3. Vi è anche una dimensione spaziale da considerare e che emerge con forte impatto nelle Giornata Mondiale della Gioventù: la mondialità dell’avvenimento, che meglio possiamo tradurre in cattolicità della Chiesa e universalità del Vangelo, giunto in questi duemila anni in tutti i paesi del mondo, rappresentati dagli stessi giovani. In questo il Papa ha colto da sempre alcune importanti istanze: la gioiosa appartenenza all’unica famiglia della Chiesa; il superamento di ogni frontiera e barriera egoistica data dal nazionalismo, dal razzismo, dall’integrismo fanatico, dai conflitti di ogni sorta; al suo posto egli afferma la "globalizzazione" della giustizia, della solidarietà, della pace, con l’opzione privilegiata dei poveri e degli oppressi.

Ogni Giornata Mondiale della Gioventù diventa anche "giornata sociale della gioventù", apertura al mondo con gli occhi di Gesù, che moltiplica il pane per gli affamati, guarisce i malati, libera i prigionieri. Sarebbe una evidente contraddizione e un tradimento se il Gesù del terzo millennio, che i giovani sono chiamati a vivere, non manifestasse la totalità del suo amore al Padre nell’amore e nella cura verso tutti gli uomini suoi fratelli e sorelle. È l’"anno di grazia" proclamato da Gesù a Nazaret (cf. Lc 4,16-21), cuore e senso del Grande Giubileo, che la Chiesa intende far risuonare oggi come la prima volta.

2. La presenza e la partecipazione

I giovani sono chiamati ad accogliere, approfondire, assimilare e, con la grazia dello Spirito, fare propria questa grande prospettiva profetica. Diverse sono le implicanze; ne enumeriamo alcune, quelle più generali e da condividere, riconoscendo che è responsabilità di ogni gruppo, e di ogni singolo giovane in esso, apportarvi il proprio timbro, anzi il carisma di una creativa partecipazione.

2.1. La realizzazione piena della Giornata Mondiale della Gioventù si manifesta molto concretamente nella fedeltà al Programma pastorale proposto, sia nei significati sia nelle modalità esecutive, con il convincimento che i sacrifici di disciplina e di ordine necessariamente richiesti – e non saranno né pochi né brevi – sono graditi a Dio come sacrifici "di comunione".

2.2. Chiaramente lo spazio partecipativo è quanto mai ampio e tutto da inventare nei vari settori. Ricordiamo anzitutto la preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù nelle diocesi, non solo tecnica, ma soprattutto spirituale, secondo le indicazioni sopra dette. Si può tranquillamente dire che la Giornata Mondiale della Gioventù potrà largire la sua grazia quanto più sarà preceduta da un serio approfondimento nella preghiera, nella catechesi e nel confronto all’interno delle proprie comunità di origine. È da queste che si parte per venire a Roma come rappresentanti e portavoce di altri giovani; a questi poi si dorvà ritornare per convidere l’esperienza vissuta.

2.3. Con diretto riferimento al programma della Giornata Mondiale della Gioventù sono da prevedere momenti informativi e formativi riguardo a ciò che si va a compiere, segnatamente riguardo alle catechesi del mattino, alla celebrazione giubilare in piazza S. Pietro, con la pratica del sacramento della Penitenza, alla grande Veglia del sabato sera, alla Celebrazione eucaristica conclusiva, di grazia e di missione, della domenica.

2.4. Un impegno specifico riguarda lo "scambio di doni" con le comunità ospitanti e tra tutti i partecipanti alla Giornata, che va preparato con una riflessione sulle ricchezze di fede e di cultura da comunicare ai fratelli, e in linea generale l’assunzione di uno stile cordiale e accogliente con le persone degli altri gruppi e, più generalmente, con tutta la gente di Roma, in particolare con i giovani cosiddetti "lontani".

3. Proposte per la fase di preparazione

In quanto protagonisti della Giornata mondiale, i giovani sono chiamati a porsi davanti alle nuove e impellenti sfide che la cultura di oggi pone alla fede e alla vita cristiana. Sono pertanto interpellati continuamente dalla domanda fondamentale di Gesù: "Chi dice la gente [i vostri coetanei, le persone di cultura, i mass-media...] che io sia?... E voi chi dite che io sia?" (Mc 8,27.29). Nello stesso tempo con tutta la loro problematicità, i giovani interrogano Gesù e la Chiesa : "Che cosa devo fare per essere libero, felice, per dare senso al mio futuro...?". Nella preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù sarà quindi necessario promuovere un incisivo dialogo con i giovani sul rapporto tra fede e cultura, fede personale e fede ecclesiale, fede e comportamento... A Roma i giovani devono poter confermare e rendere più salda la fede ricevuta, ma anche portare tutta la ricchezza di novità e di slancio di una fede giovane, con le profonde attese e speranze che genera nei loro cuori e con la ricchezza di stimoli che offre per la loro vita.