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18 agosto 2000
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Si
attende l’inizio della processione I
giovani stanno creando un’atmosfera di raccoglimento e di silenzio La
croce è posizionata nella Basilica di S. Maria in Ara Coeli Sul
sagrato della Basilica la croce è attesa dal corteo che l’accompagnerà
nella processione con torce, palme, croci di legno Viene
letta un’introduzione
Il
Vangelo della Passione di Cristo è la suprema testimonianza dell’amore
infinito di Dio per noi Passione
vuol dire appassionato, che nel donarsi non fa calcoli: la passione di
Cristo è il culmine di tutta la sua esistenza data ai fratelli per
rivelare il cuore del Padre. La croce, che sembra innalzarsi da terra, in
realtà pende dal cielo, come abbraccio divino che stringe l’universo La
grande croce in legno che apre la nostra preghiera è la Croce dei
giovani, che ha percorso le strade del mondo intero lungo il meraviglioso
pellegrinaggio delle quindici giornate mondiali della gioventù. Essa si
è così come caricata dei volti dolorosi e invocanti dei giovani di ogni
parte del mondo e ha dato loro speranza, fiducia, coraggio, per continuare
a lottare Con
il Cristo che ama fino alla fine ci sono coloro che hanno lavato le loro
vesti nel sangue dell’Agnello, i testimoni che hanno dato la loro vita
per Cristo lungo questi venti secoli. E ci sono anche le voci accorate, a
volte strazianti dei nostri amici di varie parti del mondo che, alla luce
della passione di Cristo, trovano un senso al loro soffrire e ci invitano
alla fedeltà fino al dono totale di sé Viene
eseguito il canto iniziale e la croce esce dalla Basilica La
accompagnano due torce, il Cardinale Ruini, il Cardinale Stafford, il
Mons. Rylko e il cerimoniere Il
Cardinale Ruini inizia In
nomine Patris et Filii et Spiritus Santi E
prosegue con un’orazione Chi
vuol essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi
segua. La Via Crucis di Cristo è una strada che continua nella storia
delle Chiese e dei cristiani, a partire da questo classico tracciato
romano, che ora percorriamo, dove Pietro, Paolo e tanti martiri rifecero
la stessa esperienza dura e vincente del Maestro. Lungo i secoli una folla
che nessuno riesce a contare di uomini e donne, di giovani e anziani, ha
portato e sta portando la croce con il Maestro e per le stesse ragioni del
Maestro Così
commenta Giovanni Paolo II Il
credente che abbia preso in seria considerazione la propria vocazione
cristiana, per la quale il martirio è una possibilità annunciata già
nella Rivelazione, non può escludere questa prospettiva dal proprio
orizzonte di vita. I duemila anni dalla nascita di Cristo sono segnati
dalla persistente testimonianza dei martiri E
voi, chi dite che io sia? Cosa ci dice la croce del Maestro e dei suoi
discepoli più cari? Ad
ogni stazione della via crucis un giovane delle varie parti del mondo darà
una risposta con una preghiera. Potrà essere un grazie, un lamento,
talora quasi un grido di protesta, ma alla fine contempleremo commossi
questo incredibile amore di Dio per noi, perché,
mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi Ha
amato me, e si è consegnato per me Ti
adoriamo, Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai
redento il mondo Preghiamo:
O Padre, che ci hai amato fino a sacrificare il tuo dilettissimo
Figlio,colmaci del tuo Santo Spirito:Egli ci renda veri discepoli di
Cristo,sperimentati nella sapienza della crocee lieti nella speranza della
salvezza eterna.Per lo stesso Cristo, nostro Signore Amen Inizia
la Prima Stazione Viene
proiettata una immagine sulla parte superiore del frontone del Colosseo e
sui mega-schermi lungo il percorso 1^
stazione:nell’ultima cena Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
Viene
eseguito un canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus Segue
un brano dal Vangelo di Giovanni, letto in Inglese Before
the feast of Passover, Jesus knew that his hour had come to pass from this
world to the Father. He loved his own in the world and he loved them to
the end. Fully aware that the Father had put everything into his power and
that he had come from God and was returning to God, he rose from supper
and took off his outer garments. He took a towel and tied it around his
waist. Then he poured water into a basin and began to wash the disciples'
feet and dry them with the towel around his waist. So when he had washed
their feet and put his garments back on and reclined at table again, he
said to them, "Do you realize what I have done for you? You call me
'teacher' and 'master,' and rightly so, for indeed I am. If I, therefore,
the master and teacher, have washed your feet, you ought to wash one
another's feet” Quindi
una meditazione:
Lavare
i piedi di un altro era un atto di tale umiliazione da essere vietato alla
dignità di un uomo libero e riservato solo allo schiavo straniero. Il
segno, allora, diventa trasparente: è una testimonianza viva d’amore e
di servizio per tutta quell’umanità che è dolorante, infelice,
agonizzante come lo sarà Cristo tra poche ore. Un gesto senza riserve,
falsi pudori, esitazioni che diventerà parola esplicita pochi minuti
dopo, quando Gesù dirà ai suoi amici che ora lo guardano stupiti:
Nessuno
ha un amore più grande di questo: dare la vita per chi si ama
È
questo l’amore sino alla fine
E
a noi che ascoltiamo, Gesù ripete ora con semplicità l’appello rivolto
allora ai discepoli: "Vi ho dato un esempio perché anche voi
facciate come io ho fatto a voi” Un
giovane tedesco porta la sua testimonianza Herr,
ich bin ein glücklicher junger Mensch. Vor mir habe ich viele günstige
Gelegenheiten und mir fehlen weder Mittel, Anträge noch Angebote für
eine sichere und erfolgreiche Zukunft, trotzdem bin ich oft verwirrt und
orientierungslos auf dem großen Markt der Welt. Was ist der Sinn meines
Lebens? Was
soll ich mit meiner Stärke und mit meiner Kraft anfangen? Ich bitte dich,
Gott, für mich und für die Jugendlichen wie mich, hilf uns, unser Leben
in deiner Nachfolge aufzubauen. Du, der dich gebeugt hast und die Füße
der Jünger gewaschen hast, lehre uns deine grenzenlose Liebe; möge deine
uneigennützige Liebe, die nicht auf ihren Vorteil bedacht ist,
unsere Entscheidungen in der Welt beeinflüssen. Facciamo
memoria di tutti coloro che hanno offerto la loro vita, testimoniando la
fedeltà al Vangelo fino alla morte Kyrie
Eleison Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo Segue
il canto Misericordias Domini in aeternum cantabo 2^
stazione
Nell’Ultima
Cena Gesù ci dona il Sacramento del Suo Corpo e del Suo Sangue Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus Segue
il Vangelo di Luca proclamato in Francese Quand
l'heure fut venue, Jésus se mit à table, et les Apôtres avec lui. Il
leur dit: "J'ai ardemment désiré manger cette Pâque avec vous
avant de souffrir !" Puis, il prit du pain ; après avoir rendu grâce,
il le rompit et le leur donna, en disant : "Ceci est mon corps, donné
pour vous. Faites cela en mémoire de moi." Et pour la coupe, il fit
de même à la fin du repas, en disant: "Cette coupe est la nouvelle
Alliance en mon sang répandu pour vous." Ed
una meditazione Sulla
mensa ci sono i segni semplici della natura, la risposta che la terra
offre al lavoro dell’uomo: un pane fatto di tanti chicchi di grano e una
coppa colma del “frutto della vite”. Ma quei segni si trasfigurano,
quelle realtà così quotidiane si trasformano: il pane, per volere di Gesù,
diventa un “corpo dato”, cioè offerto, sacrificato per gli altri,
fino alla morte; il vino diventa il suo sangue versato in un gesto
d’amore: è la “nuova alleanza” L’Eucaristia
è la comunione perfetta e piena con l’amore di Dio. Chi vi partecipa
condivide il testamento d’amore, di fedeltà e di vita che il Padre ha
stipulato nel suo Figlio Gesù per la salvezza del mondo. Cristo dona la
sua vita per noi. Ogni suo discepolo è chiamato a donare la vita per lui
e per i fratelli. Sull’Eucaristia si radica la forza del martirio e
della carità. Ora
i giovani ascolatano la preghiera-testimonianza di un giovane salvadoregno ¿Cuánto
cuesta la fidelidad a la memoria viva de tu cuerpo destrozado y de tu
sangre derramada? Tenía cinco años cuando mi madre me dijo que el obispo
de San Salvador, mi ciudad, había sido asesinado junto al altar, mientras
celebraba la Misa. Oh Señor, tú que has "deseado con ansia comer
con tus discípulos la Pascua" y has llamado a tus discípulos para
que dedicasen su vida a los hermanos como has hecho tú, ayúdanos a
nosotros que somos jóvenes, a mantener viva la memoria de tantos testigos
de la fe que te han seguido hasta el extremo. Enséñanos el mismo amor
por ti, por la Iglesia, por los pobres y los pequeños. Te damos gracias
porque su vida nos ayuda a crecer en la fe y en el amor. Un
giovane con una torcia accenderà un braciere posto ai piedi
dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”;
contemporaneamente il lettore dice: Facciamo
memoria dell’apostolo Pietro Kyrie Eleison Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo Canto:
Misericordias Domini in aeternum cantabo 3^
STAZIONE L’agonia
di Gesù al Getsemani Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus Dal
Vangelo secondo Luca, in lingua spagnola Jesús
salió y, como de costumbre, fue al monte de los Olivos; los discípulos
le siguieron. Llegado al lugar les dijo: "Pedid que no caigáis en
tentación". Se apartó de ellos como un tiro de piedra, y puesto de
rodillas oraba diciendo: "Padre, si quieres, aparta de mí este cáliz;
pero no se haga mi voluntad, sino la tuya". Entonces se le apareció
un ángel venido del cielo que le confortaba. Y sumido en agonía, insistía
más en su oración. Su sudor se hizo como gotas espesas de sangre que caían
en tierra.. La
meditazione di questa stazione
Ancor
oggi gli olivi secolari del Getsemani a Gerusalemme sembrano evocare con
lo stormire delle loro fronde quella notte di sofferenza e di preghiera,
di tormento e di fedeltà. Gesù, come ogni uomo, di fronte all’incubo
della morte è “preso dall’angoscia”. In
Gesù, in lotta con la prova, noi ritroviamo l’intera umanità: è per
questo che Cristo è in agonia sino alla fine dei tempi. In lui scopriamo
anche il nostro volto quando è segnato dall’incertezza, dalla
sofferenza, dalla desolazione. Ma la sua lotta non approda alla resa
disperata: “Non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. È
questa la grande preghiera che Gesù stesso aveva insegnato: “Padre
nostro che sei nei cieli, …sia fatta la tua volontà come in cielo così
in terra!”. È la preghiera da ripetere soprattutto nella notte della
tentazione e del silenzio di Dio. Un
giovane italiano prega e propone a tutti i ragazzi la sua testomonianza “Pregate,
per non entrare in tentazione”! Signore non è sempre facile pregare, e
non sappiamo sempre cosa domandare. Spesso il mio tempo, il nostro tempo
sembra correre troppo veloce, e nel rumore della città sono tante le voci
che ci attraggono lontano da te e fanno di noi ascoltatori distratti della
tua Parola. Ti prego o Signore, insegnaci a pregare. Tu che semini a piene
mani nei nostri cuori il tuo Vangelo di salvezza, aiutaci a riconoscere
accanto a noi, in ogni momento, la tua presenza e a renderci disponibili a
compiere la tua volontà, soprattutto quando ci sembra difficile e siamo
tentati di fuggire. Tienici stretti a te, Gesù! Un
giovane con una torcia sta accendendo un braciere posto ai piedi
dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria” Il
lettore dice: facciamo memoria dei Cristiani che hanno testimoniato la
fede sotto il totalitarismo sovietico Kyrie
Eleison Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo Canto:
O Christe, Domine Iesu 4^
stazione
Gesù
tradito da Giuda è arrestato Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Vangelo
di Luca in polacco “Gdy
(Jezus) jeszcze mówił, oto zjawił się tłum. A jeden z
Dwunastu, imieniem Judasz, szedł na ich czele i zbliżył się
do Jezusa, aby Go pocałować. Jezus mu rzekł: Judaszu, pocałunkiem
wydajesz Syna Człowieczego? Towarzysze Jezusa widząc, na co się
zanosi, zapytali: Panie, czy mamy uderzyć mieczem? I któryś z
nich uderzył sługę najwyższego kapłana i odciął
mu prawe ucho. Lecz Jezus odpowiedział: Przestańcie, dosyć.
I dotknąwszy ucha, uzdrowił go. Do arcykapłanów zaś,
dówódcy straży świątynnej i starszych, którzy wyszli
przeciw Niemu, Jezus rzekł: Wyszliście z mieczami i kijami jak
na zbójcę? Gdy codziennie bywałem u was w świątyni,
nie podnieśliście rąk na Mnie, lecz to jest wasza godzina i
panowanie ciemności.” Nuovamente
una meditazione
Nell’oscurità
di quella notte e tra gli olivi di quel giardino s’avanza una piccola
folla: la guida un discepolo, Giuda. Quel bacio, è divenuto nei secoli
l’emblema di ogni tradimento. La lama di una spada brilla anche in
quella notte. È un altro discepolo che tenta con la forza di sottrarre
Gesù all’arresto. Per certi versi anche questo è un tradimento: si
tradisce, infatti, l’autentico messaggio di Cristo. Ed è sconsolata la
replica di Gesù: “Lasciate, basta così!”.
Egli riesce, guarendo l’orecchio mozzato, a ripetere la sua
lezione di pace e s’avvia con serenità verso le ore cupe che
l’attendono. Gesù, infatti, è consapevole che quella è “la vostra
ora e il potere delle tenebre”. Il male celebra i suoi trionfi
provvisori nel cuore degli uomini e della storia. Sono i nostri personali
tradimenti, le lacerazioni e le violenze che dividono e oppongono uomini e
popoli. Ma alla notte succederà l’alba, alla tenebra la luce e la
speranza ora non deve morire. Questa
volta è un giovane indonesiano a portare la sua testimonianza Saya
adalah seorang gadis Indonesia: negara saya adalah suatu kepulauan yang
ramai penduduknya, suku dan agama. Tuhan seringkali kami tidak rukun hidup
bersama. Kekerasan yang menimpamu di malam itu, terus melukai banyak
laki-laki dan perempuan, masih ada permusuhan dan kecurigaan diantara
kelompok suku dan agama. Tetapi kamu mengajari kami jalan untuk bertemu
dan bersahabat. Jadikanlah kami kelembutan dan kesediaan untk menerima dan
menjumpai orang yang berbeda, juga kapada orang yang memusuhi kami,
mengalahkan setiap kekerasan dengan kekuatan untuk mengasihi dan berdialog
engkau tidak pernah memakai kekuatan hanya untuk melindungi dirimu
sendiri. Jadikanlah saya dan generasi yang lebih muda di negara saya,
sanggup untuk membangun bersada untuk dapat saling mengasihi tanpa saling
menghakimi dan saling mengenal diantara sesama kami sebagai saudara
saudari. Un
giovane con una torcia accende il braciere posto ai piedi dell’obelisco Facciamo
memoria dei Testimoni della fede, vittime del
comunismo in altre Nazioni d’Europa Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem nostrum cotidianum da
nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus
debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a
malo. Canto:
O Christe, Domine Iesu 5^
stazione
gesù
è rinnegato da Pietro Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. I
ragazzi ascoltano il Vangelo di Marco Mentre
Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e,
vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: “Anche tu
eri con il Nazareno, con Gesù”. Ma egli negò: “Non so e non capisco
quello che vuoi dire”. Uscì quindi fuori dal cortile e il gallo cantò.
E
la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: “Costui è di
quelli”. Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di
nuovo a Pietro: “Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo”. Ma egli
cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo che voi
dite”. Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò
di quella parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che il gallo canti
due volte, mi rinnegherai per tre volte”. E scoppiò in pianto. Meditazione:
Il freddo e l’oscurità della notte sono squarciati dalle fiamme di un
braciere. Gesù, in un’altra notte di Gerusalemme, incontrando Nicodemo,
aveva ricordato che “chiunque fa il male, odia la luce e non viene alla
luce perché le sue opere non vengano biasimate”. Pietro è irradiato da
una luce che svela la sua miseria, la sua debolezza, l’egoismo e il
timore dell’opinione dominante. La sua testimonianza si spegne subito
nella vergogna e nella paura: “Non conosco quest’uomo di cui
parlate”.
Il
sipario non cala, però, su questo rifiuto. C’è, infatti, un suono in
quella notte: è il canto di un gallo. Uno specie di squillo che lacera
l’aria notturna di Gerusalemme ma soprattutto l’anima di Pietro. E dai
suoi occhi scendono le lacrime del pentimento, della purificazione, della
speranza. Anche lui in quella notte fredda si sente un nemico amato, un
persecutore perdonato. Non c’è momento di debolezza nella nostra vita,
non c’è negazione della verità nella storia umana che non possa essere
riscattato da questo amore. Tocca
ad un giovane spagnolo offrire a tutti la sua testimonianza Oh
Señor Jesús, también nosotros somos muchas veces orgullosos como Pedro
y confiamos sólo en nosotros mismos, en nuestra fuerza y en sus
manifestaciones. En realidad, en el fondo de nuestro corazón, también
nosotros, también yo tengo miedo de seguirte: tu amor parece excesivo, tu
compromiso con los que sufren es demasiado exigente. Te ruego: en el
momento de nuestra debilidad haz que encontremos tu mirada, como le sucedió
a Pedro. En este año de gracia, haz que nunca nos avergoncemos de tí. Cólmanos
de tu misericordia, para reencontrar la alegría de la liberación de todo
pecado de orgullo y presunción. Míranos cuando estemos lejos y concédenos
las lágrimas del arrepentimiento. Nuovamente
viene acceso un braciere sotto l’obelisco Facciamo
memoria dei confessori della fede, vittime del nazismo e del fascismo. Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
O Christe, Domine Iesu 6^
stazione
Gesù
è giudicato da Pilato Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Il
vangelo di Luca in Inglese Pilate
then summoned the chief priests, the rulers, and the people and said to
them, «You brought this man to me and accused him of inciting the people
to revolt. I have conducted my investigation in your presence and have not
found this man guilty of the charges you have brought against him, nor did
Herod, for he sent him back to us. So no capital offence has been
committed by him. Therefore I shall have him flogged and then release him».
But all together they shouted out, «Away with this man! Release
Barabbas to us».
Again Pilate addressed them, still wishing to release Jesus, but
they continued their shouting, «Crucify him! Crucify him!»
Pilate addressed them a third time, «Why? What evil has he done? I
found him guilty of no capital offence. Therefore I shall have him flogged
and then release him». With loud shouts, however, they persisted in
calling for his crucifixion, and their voices prevailed. The verdict of
Pilate was that their demand should be granted. So he released the man who
had been imprisoned for rebellion and murder, for whom they had asked, and
he handed Jesus over to them to deal with as they wished. Meditazione:
Di fronte all’imputato Gesù silenzioso, da un lato, ecco la folla
vociante, quasi isterica. Essa è vittima della demagogia e diventa
complice di un delitto, con la sua superficialità.
Dall’altro
lato, c’è invece Pilato. Egli vede con chiarezza che in Gesù non c’è
“nulla che meriti la morte”: lo ripete due volte, con una
consapevolezza che però si ritorce su di lui quando ribadisce, ancora per
due volte, che “punirà” Gesù per poi lasciarlo libero. Alla fine,
pur cosciente di condannare un innocente, Pilato cederà totalmente e
“consegnerà Gesù al loro volere”. La
ragione di Stato, gli interessi da tutelare, gli equilibri politici e
altre infamie ammantate di nobili ragioni hanno nella storia allungato
all’infinito la fila delle vittime innocenti, torturate, umiliate,
uccise. Una fila che si distende fino ai nostri giorni con la sua scia di
sangue, nella quale c’è anche quello di Cristo che “insultato non
rispondeva con insulti, maltrattato non minacciava vendetta, ma si
affidava a Colui che giudica con giustizia”. Preghiera-testimonianza
di un giovane statunitense Jesus,
you were condemned to death by a sophisticated and pitiless justice.
Remember all those condemned to death who still today in many parts
of the world bear as you did the burden of a sentence against which there
is no appeal. And remind all
of us always that there is no faith without love for human life. Teach us always to defend life. Mentre
un giovane si reca ai piedi dell’obelisco per accendere un braciere, il
lettore dice “Facciamo memoria dell’apostolo Paolo” Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Lava me, Domine, lava me. 7^
stazione
Gesù
è flagellato e coronato di spine Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Dal
Vangelo secondo Marco, in lingua spagnola Les
soldats emmenèrent Jésus à
l'intérieur du Prétoire, c'est-à-dire dans le palais du gouverneur. Ils
appellent toute la garde, ils lui mettent un manteau rouge et lui posent
sur la tête une couronne d'épines. Puis ils se mirent à lui faire des révérences
: "Salut, roi des Juifs !" Ils lui frappaient la tête avec un
roseau, crachaient sur lui, et s'agenouillaient pour lui rendre hommage.
Quand ils se furent moqués de lui, ils lui ôtèrent le manteau rouge, et
lui remirent ses vêtements. Puis ils l'emmenèrent pour le crucifier. Meditazione:
Si consuma un gesto che nei secoli sarà ripetuto in mille forme diverse
nell’oscurità delle celle, in aree protette e celate a sguardi
indiscreti, in luoghi remoti o posti nel cuore della città. È la tortura
del prigioniero.
Cristo
è sbeffeggiato come un sovrano da burla: in realtà egli è il vero
sovrano della storia. E quando, come narra in una celebre pagina il
Vangelo di Matteo (25,31-46), egli “verrà nella sua gloria e sederà
sul trono della sua gloria e davanti a lui verranno radunati tutti i
popoli…, allora il re” si rivolgerà a tutti coloro che - senza paura
ed esitazione - sono andati a visitare chi era in carcere, a dar pane agli
affamati e acqua agli assetati, a curare i feriti e i sofferenti. E le sue
saranno parole di gioia: “Venite, benedetti dal Padre mio”. I
torturatori e gli oppressori “se ne andranno al supplizio eterno, i
giusti invece alla vita eterna”. Preghiera-testimonianza
di un giovane palestinese Mi
hanno detto che sei re. Eppure sei spogliato, schernito, ti percuotono e
ti sputano addosso. Non hai le armi dei soldati; non hai la forza
dell’arroganza; non hai la prepotenza dei grandi. Forse, se sei così
spogliato di ogni difesa, è perché risplenda solo la potenza della tua
dolcezza, alimentata
dalla tua totale
fiducia nel Padre, che oggi ha rapito anche i nostri cuori. Aiuta me, che
sono nato e vivo nella tua terra ancora segnata dall’inimicizia, aiuta
tutti noi, a rivestirci solo della tua forza mite. Aiutaci o Signore a
mettere le nostre giovani vite a servizio della pace e fa’ che non
crescano mai nei nostri cuori semi di incomprensione, gesti di
discriminazione e rifiuto. Nuovamente
un giovane accende un braciere Facciamo
memoria dei Seguaci di Cristo che hanno dato la vita per l’annuncio del
Vangelo in Asia e in Oceania. Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Lava me, Domine, lava me. 8^
stazione
Gesù
è aiutato da Simone di Cirene a portare la Croce Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Dal
Vangelo di Luca, in spagnolo Cuando
le llevaban, echaron mano de un cierto Simón de Cirene, que venía del
campo, y le cargaron la cruz para que la llevara detrás de Jesús. Le
seguía una gran multitud del pueblo y mujeres que se dolían y se
lamentaban por él. Jesús se volvió a ellas y les dijo: "Hijas de
Jerusalén, no lloréis por mí; llorad más bien por vosotras y por
vuestros hijos. Porque si en el leño verde hacen esto, en el seco ¿qué
se hará?" Meditazione:
senza volerlo e saperlo, Simone di Cirene diventa un simbolo del discepolo
che mette in pratica quelle parole che Gesù un giorno aveva pronunziato:
“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua
croce e mi segua”.
Ma
in quella folla che sta ai bordi della via segnata dai passi sanguinanti
di Cristo c’è anche un’altra presenza. Un gruppo di donne s’accosta
a Gesù. Il dialogo che intercorre tra loro e il condannato si trasforma
in un appello di Gesù. Un monito che giunge sino a noi: “Non piangete
su di me ma su voi stessi!”. Il
giudizio di Dio incombe sul male che le nostre mani stanno compiendo
continuando a crocifiggere Cristo con la violenza, l’odio, le condanne
capitali, l’ingiustizia, il disprezzo della vita umana, soprattutto
quando è più debole, prima del suo venire alla luce e nel suo naturale
avvicinarsi alla morte. “Cercate, invece, il Signore e vivrete!”. Un
giovane filippino invita alla preghiera con la sua testimonianza "Sa
harap Mo O Panginoon, ala-ala namin ang mga luha na ibinuhos ng mga ina sa
buong mundo para sa mga batang naghihikahos sa bigat ng gawain na 'di
dapat nilang dalhin. Idinadalangin namin sa iyo ang mga batang ito na nasa
kahirapan at nasa mabibigat na gawain. O Hesus, ikaw na nag-angkin sa
kahirapan ng sanlibutan, tulungan mo ang mga batang nasa ganitong
kalagayan para ang buhay nila'y ma-igalang, mahalin at karapatdapat na
ma-alagaan." Segue
l’accensione di un braciere e l’invito del lettore: Lett. : Facciamo
memoria del Protomartire Stefano. Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Lava me, Domine, lava me. 9^
stazione Gesù
è crocifisso Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Segue
un brano di Luca letto in polacco “Przyprowadzono
też dwóch innych - złoczyńców, aby ich z Nim stracić.
Gdy przyszli na miejsce, zwane Czaszką, ukrzyżowali tam Jego i złoczyńców,
jednego po prawej, drugiego po lewej Jego stronie. Lecz Jezus mówił:
Ojcze, przebacz im, bo nie wiedzą, co czynią.” Meditazione:
Gesù è crocifisso in mezzo a due altri condannati. Mentre le sue mani e
i suoi piedi sono trafitti dai chiodi, le sue labbra pronunziano una
preghiera che è simile a un soffio e che è rivolta al Padre celeste:
“Padre, perdonali!”.
Quel
perdono che aveva insegnato come una delle leggi fondamentali della sua
morale, ora Cristo lo rende visibile nella sua vita. È quel perdono senza
limiti, concesso fino a “settanta volte sette” (Matteo 18,22), che
aveva richiesto a Pietro. “Padre,
perdonali!”: la voce esile della vittima Gesù pervade i secoli e giunge
sino a noi, a una società che preferisce la vendetta, la prevaricazione e
il dominio. Sono parole simili a quelle che egli aveva pronunziato su un
monte della Galilea davanti ai discepoli che l’ascoltavano: “Se voi
perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà
anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre
vostro perdonerà le vostre colpe” Preghiera-testimonianza
di un giovane ruandese
Nibi
abishe umwana w'imana bashobora kubabarirwa, n'abantu bose bababarirwa.
Natwe tubabarire kandi dusabe imbabazi. Twigishe kuganjisha inabi ineza;
imbabazi ziganze imitima cyane cyane aho urwango n'ubugome bwigabije
abantu. Turagusaba ngo ubutumwa bwiza wowe uwatubambiwe utwigisha bubashe
kunesha ubugome mu bantu. Viene
acceso un altro braciere Facciamo
memoria dei Fedeli di Cristo perseguitati per odio alla fede cattolica Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Miserere mei. 9^
stazione Gesù
è deriso ed oltraggiato Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Dal
Vangelo di Luca Il
popolo stava a vedere, i capi invece schernivano [Gesù] dicendo: “Ha
salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo
eletto”. Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per
porgergli dell’aceto, e dicevano: “Se tu sei il re dei Giudei, salva
te stesso”. C’era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il
re dei Giudei.
Meditazione Gesù
precipita nell’umiliazione più amara, divenendo fratello di tutti gli
ultimi della terra. Anzi, ormai egli si avvia all’agonia e alla morte; e
questo sarà l’apice dell’Incarnazione. Dio, infatti, non muore perché
egli è eterno; il Figlio di Dio, per essere veramente uomo, deve gustare
anche il sapore terribile e oscuro della morte. È così che egli diventa
veramente uno di noi. Ma
in questo abisso di desolazione brilla una luce che prelude a un’alba. Gesù
entra nell’umiliazione della croce e nel grembo oscuro della morte, non
per dissolversi ma per aprire la porta della gloria e della vita. Egli,
infatti, è re, come aveva detto a Pilato, ma il suo “regno non è di
questo mondo”. È il regno della verità “e chiunque è dalla verità
ascolta la mia voce” ed è pronto a seguire Cristo sulla croce e nella
morte, per essere con lui nella luce e nella vita che non si spegne. Ascoltiamo
la preghiera-testimonianza di un giovane francese
«Sauve-toi
toi-même». Ils ne te l’ont pas dit seulement à toi. Ils l’ont aussi
répété à moi, à nous, de bien des façons, dans cette partie riche de
l’Europe dans laquelle je suis né. Comme si le bien-être était
suffisant pour remplir mon cœur et pour donner sens à ma vie. Mais toi,
Seigneur, tu n’as jamais pensé à te sauver toi-même; tu es venu pour
nous sauver, sauver les autres, sauver tous les hommes. Aussi, te prions
nous pour que, accueillant l’Évangile comme livre de vie, nous tous chrétiens,
nous nous engagions à répondre au drame de la misère, éliminant les inégalités
sociales et économiques intolérables qui marquent le monde. Pour que les
pays les plus pauvres bénéficient de la solidarité et que les plus
riches partagent leur ressources. Sauve-nous, Seigneur :
apprend-nous à nous libérer de l’égoïsme, du malheur de
l’amour egocentrique, afin de rechercher toujours le bien commun et la
justice. Segue
l’accensione di un braciere Facciamo
memoria dei Testimoni dell’evangelizzazione in Africa e Madagascar. Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Miserere mei 11^
stazione
Gesù
promette il suo Regno al malfattore pentito
Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Ascoltiamo
il Vangelo di Luca nella lettura in inglese One
of the criminals hanging there reviled Jesus, saying, «Are you not the
Messiah? Save yourself and us».
The other, however, rebuking him, said in reply, «Have you no fear
of God, for you are subject to the same condemnation? And indeed, we have
been condemned justly, for the sentence we received corresponds to our
crimes, but this man has done nothing criminal».
Then he said, «Jesus, remember me when you come into your kingdom».
He replied to him, «Truly I say to you, today you will be with me
in Paradise». Meditazione
Fra
Gesù e uno dei malfattori, forse due ribelli antiromani, scorre un breve
dialogo che si riassume tutto in due parole. Da un lato, c’è
l’appello: “Ricordati!”. È un verbo che nella Bibbia ha una forza
particolare, che non corrisponde al nostro pallido “ricordo”, ma è un
“prenditi cura di me”, “non abbandonarmi” tu che sei il solo amico
rimasto. D’altro
lato, la risposta di Gesù è in quel vocabolo “paradiso” che
letteralmente indica un “giardino” fertile e fiorito. È quel
“Regno” che Cristo aveva annunziato. È la meta della speranza, è la
pienezza della vita, è l’intimità dell’abbraccio con Dio. L’estremo
gesto di Gesù è, dunque, un atto di amore, di perdono, di liberazione,
di salvezza. La croce rivela già in quell’ora la sua forza, il sangue
di Cristo svela subito la sua fecondità, il dolore si manifesta come un
seme che fa sbocciare la purificazione e la pace. Ora
sta leggendo un giovane boliviano Qué
grande es tu amor. Estás crucificado entre dos ladrones; como si fueras
uno de ellos sufres el dolor de los clavos, e injustamente padeces -único
inocente- una pena humillante. Y sin embargo "recuerdas", te
acuerdas también de un condenado que te suplica, y que para la
muchedumbre no valía nada. "Acuérdate de mí", es también mi
plegaria, mientras busco un Padre, un amigo, un hermano: ha sido la
plegaria de tantos jóvenes, muchachos y muchachas, que sólo tú has
atendido. Te ruego, devuelve la esperanza a quienes no son todavía
adultos y ya han sido heridos por la vida. Muéstranos, con tu amor, la
belleza de un reino donde no hay huérfanos, sino sólo hermanos y
hermanas que se aman y son amados. Un
giovane con una torcia accenderà un braciere posto ai piedi
dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”;
contemporaneamente il lettore dice: Facciamo
memoria dei Martiri della Chiesa di Roma. Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Jesus remember me 12^
stazione
Gesù
in Croce la madre e il discepolo Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Vangelo
di G, in francese Près
de la croix, se tenait la mère de Jésus, avec la sœur de sa mère,
Marie, femme de Cléophas, et Marie-Madeleine. Jésus, voyant sa mère et
près d'elle le disciple qu'il aimait, dit à sa mère : "Femme,
voici ton fils." Puis, il dit au disciple : "Voici ta mère."
Et à partir de cette heure-là, le disciple la prit chez lui. Meditazione Fin
da quel lontano giorno in cui il ragazzo dodicenne Gesù le aveva
confessato, nel tempio di Gerusalemme, di avere un’altra missione da
compiere, Maria aveva cominciato un cammino di distacco da suo Figlio. Ora
è giunto il momento del distacco supremo. Ma
ecco che, nello strazio di quell’ora, una frase scende da quella croce e
da quel volto torturato. Una frase che è molto più di un testamento, è
una rivelazione: Maria, ritornerà ad essere madre e suoi figli saranno
tutti coloro che sono come il “discepolo amato”, cioè tutti coloro
che seguiranno Cristo nella fede e nell’amore. Da
quel momento noi tutti camminiamo con Maria lungo la strada della fede; ci
troviamo con lei nella casa comune ove aleggia il vento dello Spirito di
Dio e irrompe il fuoco del suo amore; ci sediamo alla mensa ove si spezza
il pane e si offre il vino dell’Eucaristia; assieme a lei attendiamo che
il suo Figlio ritorni per essere tutti insieme con lui per sempre. Preghiera-testimonianza
di un giovane polacco Panie,
pod krzyżem pozwalasz nam znajdować słowa, z których
bierze początek nowa rodzina, gdzie jest miejsce dla młodych i
dla starych, gdzie ludzie mogą troszczyć się o siebie
nawzajem. Krzyż nie jest końcem, ale początkiem nowego wspólnego
życia, w którym mają swoje miejsce i zadanie ludzie w każdym
wieku i wszyscy są świadkami Twojej nadziei. Spraw, abyśmy
tak jak Twój najmłodszy uczeń umieli otworzyć nasze serca
na Maryję i razem z Nią kochać wszystkie stare matki i
ludzi w podeszłym wieku. Un
giovane con una torcia accenderà un braciere posto ai piedi
dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”;
contemporaneamente il lettore dice: Facciamo
memoria dei Cristiani che hanno dato la vita per amore di Cristo e dei
fratelli in America. Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Stabat mater 12^
stazione
Gesù
muore sulla Croce Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Dal
Vangelo secondo Marco, in spagnolo Llegada
la hora sexta, hubo oscuridad sobre toda la tierra hasta la hora nona. A
la hora nona gritó Jesús con fuerte voz: "Eloí, Eloí, ¿lemá
sabactaní?" -que quiere decir- "¡Díos míos, Díos mío! ¿por
qué me has abandonado?". Al oír esto algunos de los presentes decían:
"Mira, llama a Elías". Entonces uno fue corriendo a empapar una
esponja en vinagre y, sujetándola a una caña, le ofrecía de beber,
diciendo: "Dejad, vamos a ver si viene Elías a descolgarle".
Pero Jesús lanzando un fuerte grito, expiró. Y el velo del Santuario se
rasgó en dos, de arriba abajo. Al ver el centurión, que estaba frente a
él, que había expirado de esa manera, dijo: "Verdaderamente este
hombre era hijo de Dios". Meditazione
Il
sole sfolgorante del pomeriggio orientale sembra all’improvviso
spegnersi. È
un’oscurità che si distende sulla storia dell’umanità, sul suo male,
sulla sua vergogna. Gesù raggiunge l’abisso, condividendo da fratello
innocente la nostra miseria e facendo sgorgare dagli antipodi del male la
preghiera al Padre suo e nostro: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?”. Con
quel forte grido, egli penetra nella morte che è la nostra sorte
dolorosa. Ora veramente il Verbo si è fatto carne, debolezza, piantando
la tenda in mezzo ai nostri sepolcri. Ma è proprio ora, quando si incarna
pienamente, rivelandosi come figlio degli uomini, che si manifesta il suo
mistero. È la voce di un pagano a proclamare quella verità di fede che
anche oggi noi ripetiamo: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”.
Come griderebbero la stessa verità i pagani di oggi, se potessero vedere
nella vita di noi cristiani la stessa totalità di dono di Gesù! Preghiera-testimonianza
di un giovane guineano Gesù,
tu sei un uomo straordinario, eppure muori indifeso e abbandonato come i
più miseri della terra. Ma Dio è con te e tu lo preghi affidandogli la
cosa più preziosa che ti resta, l’ultimo respiro.
Aiutaci a sperare anche di fronte al dolore e alla morte, a credere
che Dio è grande e misericordioso e non abbandona i suoi figli. Donaci di
credere che il tuo corpo crocifisso è come il chicco di grano che
genera la vita, è la fonte dell’amore. Fa’ che noi giovani e
adolescenti del terzo millennio possiamo scoprire ai piedi della tua croce
il valore e il senso della nostra esistenza e possiamo confessare che
“veramente sei Figlio di Dio”, il nostro indimenticabile fratello Gesù,
il Signore vivente. Un
giovane con una torcia accenderà un braciere posto ai piedi
dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”;
contemporaneamente il lettore dice: Lett.
: Facciamo memoria dei testimoni della fede in varie parti del mondo. Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Questa notte non è più notte davanti a te: il buio come luce risplende. 14^
stazione
Gesù
è deposto nel sepolcro Canto:
Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus. Viene
letto il Vangelo di Luca in polacco “Był
tam człowiek dobry i sprawiedliwy, imieniem Józef, członek
Wysokiej Rady. On to udał się do Piłata i poprosił o
ciało Jezusa. Zdjął je z krzyża, owinął w płótno
i złożył w grobie, wykutym w skale, w którym nikt jeszcze
nie był pochowany. Był to dzień Przygotowania i szabat się
rozjaśniał. Były przy tym niewiasty, które z Nim przyszły
z Galilei. Obejrzały grób i w jaki sposób zostało złożone
ciało Jezusa. Po powrocie przygotowały wonności i
olejki.” Meditazione:
Ancora una volta la morte sembra aver celebrato il suo trionfo. Il libro
biblico dei Proverbi immaginava che la bocca aperta degli inferi,
incarnata dalle tombe, non gridasse mai: “Basta!” né placasse mai la
sua fame.
Eppure
c’è già in quel crepuscolo un fremito. L’evangelista nota che “già
splendevano le luci del sabato” dalle finestre di Gerusalemme.
L’attesa degli Ebrei nelle loro case diventa quasi un simbolo
dell’attesa di quelle donne e di quel discepolo segreto di Gesù.
Un’attesa che, da allora, pervade ogni cuore fedele quando si trova
davanti a una tomba o quando sente ramificarsi dentro di sé la mano
fredda della malattia e della morte. Dopo
quella notte non c’è il nulla o il fluire del tempo cosmico. C’è,
invece, un’alba diversa dalle solite. Quelle stesse donne, che ora
stanno piangendo, in quel mattino sentiranno l’invito ad aprire gli
occhi e a cercare altrove: “Perché cercate tra i morti colui che è
vivo? Non è qui, è risorto!”. A
noi il vento dello Spirito porta oggi l’eco delle parole di Paolo: “La
morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua
vittoria?… Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del
Signore nostro Gesù Cristo!”. Un
ragazzo del Mozambico ci porta la sua testimonianza Era
Madrugada quando a água submergiu a minha aldeia, no norte de Moçambique.
Como aquelas mulheres que estavam junto à cruz, com tristeza, eu estava a
procura de um sinal de amor e consolação. As
mulheres ao túmulo, José de Arimateia, têm o rosso de quem partilhou
connosco a dor. Não é inutil ficar juntos, mesmo quando tudo parece
perdido. O
Senhor doa-me e doa-nos a fé e a esperança. Hoje creio que no amor
voltarão a "resplandecer as luzes do sabado". Creio no amor,
podemos recomeçar a ver luz da ressureição, para o meu país e para Àfrica.
Doa-nos um coração compassivel para esperar a madrugada de ressurreição. Siamo
in comunione con tutti i cristiani che in ogni parte del mondo
testimoniano oggi il loro amore appassionato al Signore Gesù Kyrie
Eleison. Pater
noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum;
fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem
nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut
et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem;
sed libera nos a malo. Canto:
Questa notte non è più notte davanti a te: il buio come luce risplende. Al
termine della Via Crucis si proclama l'inno della lettera ai Filippesi in
cui si esprime la fede nel mistero pasquale di morte e risurrezione.Cristo
Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la
sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di
servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se
stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per
questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di
ogni altro nome; Perché
nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto
terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di
Dio Padre.(Fil 2,5-11) Ora
sta intervenendo Intervento del Card. Ruini Canto
finale: Ti seguirò |