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VIA CRUCIS

18 agosto 2000

 

Si attende l’inizio della processione

I giovani stanno creando un’atmosfera di raccoglimento e di silenzio

La croce è posizionata nella Basilica di S. Maria in Ara Coeli

Sul sagrato della Basilica la croce è attesa dal corteo che l’accompagnerà nella processione con torce, palme, croci di legno

Viene letta un’introduzione

Il Vangelo della Passione di Cristo è la suprema testimonianza dell’amore infinito di Dio per noi

Passione vuol dire appassionato, che nel donarsi non fa calcoli: la passione di Cristo è il culmine di tutta la sua esistenza data ai fratelli per rivelare il cuore del Padre. La croce, che sembra innalzarsi da terra, in realtà pende dal cielo, come abbraccio divino che stringe l’universo

La grande croce in legno che apre la nostra preghiera è la Croce dei giovani, che ha percorso le strade del mondo intero lungo il meraviglioso pellegrinaggio delle quindici giornate mondiali della gioventù. Essa si è così come caricata dei volti dolorosi e invocanti dei giovani di ogni parte del mondo e ha dato loro speranza, fiducia, coraggio, per continuare a lottare

Con il Cristo che ama fino alla fine ci sono coloro che hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello, i testimoni che hanno dato la loro vita per Cristo lungo questi venti secoli. E ci sono anche le voci accorate, a volte strazianti dei nostri amici di varie parti del mondo che, alla luce della passione di Cristo, trovano un senso al loro soffrire e ci invitano alla fedeltà fino al dono totale di sé

Viene eseguito il canto iniziale e la croce esce dalla Basilica

La accompagnano due torce, il Cardinale Ruini, il Cardinale Stafford, il Mons. Rylko e il cerimoniere

Il Cardinale Ruini inizia

In nomine Patris et Filii et Spiritus Santi

E prosegue con un’orazione

Chi vuol essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. La Via Crucis di Cristo è una strada che continua nella storia delle Chiese e dei cristiani, a partire da questo classico tracciato romano, che ora percorriamo, dove Pietro, Paolo e tanti martiri rifecero la stessa esperienza dura e vincente del Maestro. Lungo i secoli una folla che nessuno riesce a contare di uomini e donne, di giovani e anziani, ha portato e sta portando la croce con il Maestro e per le stesse ragioni del Maestro

Così commenta Giovanni Paolo II

Il credente che abbia preso in seria considerazione la propria vocazione cristiana, per la quale il martirio è una possibilità annunciata già nella Rivelazione, non può escludere questa prospettiva dal proprio orizzonte di vita. I duemila anni dalla nascita di Cristo sono segnati dalla persistente testimonianza dei martiri

E voi, chi dite che io sia? Cosa ci dice la croce del Maestro e dei suoi discepoli più cari?

Ad ogni stazione della via crucis un giovane delle varie parti del mondo darà una risposta con una preghiera. Potrà essere un grazie, un lamento, talora quasi un grido di protesta, ma alla fine contempleremo commossi questo incredibile amore di Dio per noi,

perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi

Ha amato me, e si è consegnato per me

Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo

Preghiamo: O Padre, che ci hai amato fino a sacrificare il tuo dilettissimo Figlio,colmaci del tuo Santo Spirito:Egli ci renda veri discepoli di Cristo,sperimentati nella sapienza della crocee lieti nella speranza della salvezza eterna.Per lo stesso Cristo, nostro Signore

Amen

Inizia la Prima Stazione

Viene proiettata una immagine sulla parte superiore del frontone del Colosseo e sui mega-schermi lungo il percorso

1^ stazione:nell’ultima cena Gesù lava i piedi ai suoi discepoli

Viene eseguito un canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus

Segue un brano dal Vangelo di Giovanni, letto in Inglese

Before the feast of Passover, Jesus knew that his hour had come to pass from this world to the Father. He loved his own in the world and he loved them to the end. Fully aware that the Father had put everything into his power and that he had come from God and was returning to God, he rose from supper and took off his outer garments. He took a towel and tied it around his waist. Then he poured water into a basin and began to wash the disciples' feet and dry them with the towel around his waist. So when he had washed their feet and put his garments back on and reclined at table again, he said to them, "Do you realize what I have done for you? You call me 'teacher' and 'master,' and rightly so, for indeed I am. If I, therefore, the master and teacher, have washed your feet, you ought to wash one another's feet”

Quindi una meditazione:
Lavare i piedi di un altro era un atto di tale umiliazione da essere vietato alla dignità di un uomo libero e riservato solo allo schiavo straniero. Il segno, allora, diventa trasparente: è una testimonianza viva d’amore e di servizio per tutta quell’umanità che è dolorante, infelice, agonizzante come lo sarà Cristo tra poche ore. Un gesto senza riserve, falsi pudori, esitazioni che diventerà parola esplicita pochi minuti dopo, quando Gesù dirà ai suoi amici che ora lo guardano stupiti:
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per chi si ama
È questo l’amore sino alla fine

E a noi che ascoltiamo, Gesù ripete ora con semplicità l’appello rivolto allora ai discepoli: "Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”

Un giovane tedesco porta la sua testimonianza

Herr, ich bin ein glücklicher junger Mensch. Vor mir habe ich viele günstige Gelegenheiten und mir fehlen weder Mittel, Anträge noch Angebote für eine sichere und erfolgreiche Zukunft, trotzdem bin ich oft verwirrt und orientierungslos auf dem großen Markt der Welt. Was ist der Sinn meines Lebens?

Was soll ich mit meiner Stärke und mit meiner Kraft anfangen? Ich bitte dich, Gott, für mich und für die Jugendlichen wie mich, hilf uns, unser Leben in deiner Nachfolge aufzubauen. Du, der dich gebeugt hast und die Füße der Jünger gewaschen hast, lehre uns deine grenzenlose Liebe; möge deine uneigennützige Liebe, die nicht auf ihren Vorteil bedacht ist,  unsere Entscheidungen in der Welt beeinflüssen.

Facciamo memoria di tutti coloro che hanno offerto la loro vita, testimoniando la fedeltà al Vangelo fino alla morte

Kyrie Eleison

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo

Segue il canto Misericordias Domini in aeternum cantabo

2^ stazione

Nell’Ultima Cena Gesù ci dona il Sacramento del Suo Corpo e del Suo Sangue

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus

Segue il Vangelo di Luca proclamato in Francese

Quand l'heure fut venue, Jésus se mit à table, et les Apôtres avec lui. Il leur dit: "J'ai ardemment désiré manger cette Pâque avec vous avant de souffrir !" Puis, il prit du pain ; après avoir rendu grâce, il le rompit et le leur donna, en disant : "Ceci est mon corps, donné pour vous. Faites cela en mémoire de moi." Et pour la coupe, il fit de même à la fin du repas, en disant: "Cette coupe est la nouvelle Alliance en mon sang répandu pour vous."

Ed una meditazione

Sulla mensa ci sono i segni semplici della natura, la risposta che la terra offre al lavoro dell’uomo: un pane fatto di tanti chicchi di grano e una coppa colma del “frutto della vite”. Ma quei segni si trasfigurano, quelle realtà così quotidiane si trasformano: il pane, per volere di Gesù, diventa un “corpo dato”, cioè offerto, sacrificato per gli altri, fino alla morte; il vino diventa il suo sangue versato in un gesto d’amore: è la “nuova alleanza”

L’Eucaristia è la comunione perfetta e piena con l’amore di Dio. Chi vi partecipa condivide il testamento d’amore, di fedeltà e di vita che il Padre ha stipulato nel suo Figlio Gesù per la salvezza del mondo. Cristo dona la sua vita per noi. Ogni suo discepolo è chiamato a donare la vita per lui e per i fratelli. Sull’Eucaristia si radica la forza del martirio e della carità.

Ora i giovani ascolatano la preghiera-testimonianza di un giovane salvadoregno

¿Cuánto cuesta la fidelidad a la memoria viva de tu cuerpo destrozado y de tu sangre derramada? Tenía cinco años cuando mi madre me dijo que el obispo de San Salvador, mi ciudad, había sido asesinado junto al altar, mientras celebraba la Misa. Oh Señor, tú que has "deseado con ansia comer con tus discípulos la Pascua" y has llamado a tus discípulos para que dedicasen su vida a los hermanos como has hecho tú, ayúdanos a nosotros que somos jóvenes, a mantener viva la memoria de tantos testigos de la fe que te han seguido hasta el extremo. Enséñanos el mismo amor por ti, por la Iglesia, por los pobres y los pequeños. Te damos gracias porque su vida nos ayuda a crecer en la fe y en el amor.

Un giovane con una torcia accenderà un braciere posto ai piedi dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”; contemporaneamente il lettore dice:

Facciamo memoria dell’apostolo Pietro

Kyrie Eleison

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo

Canto: Misericordias Domini in aeternum cantabo

3^ STAZIONE

L’agonia di Gesù al Getsemani

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus

Dal Vangelo secondo Luca, in lingua spagnola

Jesús salió y, como de costumbre, fue al monte de los Olivos; los discípulos le siguieron. Llegado al lugar les dijo: "Pedid que no caigáis en tentación". Se apartó de ellos como un tiro de piedra, y puesto de rodillas oraba diciendo: "Padre, si quieres, aparta de mí este cáliz; pero no se haga mi voluntad, sino la tuya". Entonces se le apareció un ángel venido del cielo que le confortaba. Y sumido en agonía, insistía más en su oración. Su sudor se hizo como gotas espesas de sangre que caían en tierra..

La meditazione di questa stazione

Ancor oggi gli olivi secolari del Getsemani a Gerusalemme sembrano evocare con lo stormire delle loro fronde quella notte di sofferenza e di preghiera, di tormento e di fedeltà. Gesù, come ogni uomo, di fronte all’incubo della morte è “preso dall’angoscia”.

In Gesù, in lotta con la prova, noi ritroviamo l’intera umanità: è per questo che Cristo è in agonia sino alla fine dei tempi. In lui scopriamo anche il nostro volto quando è segnato dall’incertezza, dalla sofferenza, dalla desolazione. Ma la sua lotta non approda alla resa disperata: “Non sia fatta la mia, ma la tua volontà”.

È questa la grande preghiera che Gesù stesso aveva insegnato: “Padre nostro che sei nei cieli, …sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra!”. È la preghiera da ripetere soprattutto nella notte della tentazione e del silenzio di Dio.

Un giovane italiano prega e propone a tutti i ragazzi la sua testomonianza

“Pregate, per non entrare in tentazione”! Signore non è sempre facile pregare, e non sappiamo sempre cosa domandare. Spesso il mio tempo, il nostro tempo sembra correre troppo veloce, e nel rumore della città sono tante le voci che ci attraggono lontano da te e fanno di noi ascoltatori distratti della tua Parola. Ti prego o Signore, insegnaci a pregare. Tu che semini a piene mani nei nostri cuori il tuo Vangelo di salvezza, aiutaci a riconoscere accanto a noi, in ogni momento, la tua presenza e a renderci disponibili a compiere la tua volontà, soprattutto quando ci sembra difficile e siamo tentati di fuggire. Tienici stretti a te, Gesù!

Un giovane con una torcia sta accendendo un braciere posto ai piedi dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”

Il lettore dice: facciamo memoria dei Cristiani che hanno testimoniato la fede sotto il totalitarismo sovietico

Kyrie Eleison

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo

Canto: O Christe, Domine Iesu

4^ stazione

Gesù tradito da Giuda è arrestato

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Vangelo di Luca in polacco

“Gdy (Jezus) jeszcze mówił, oto zjawił się tłum. A jeden z Dwunastu, imieniem Judasz, szedł na ich czele i zbliżył się do Jezusa, aby Go pocałować. Jezus mu rzekł: Judaszu, pocałunkiem wydajesz Syna Człowieczego? Towarzysze Jezusa widząc, na co się zanosi, zapytali: Panie, czy mamy uderzyć mieczem? I któryś z nich uderzył sługę najwyższego kapłana i odciął mu prawe ucho. Lecz Jezus odpowiedział: Przestańcie, dosyć. I dotknąwszy ucha, uzdrowił go. Do arcykapłanów zaś, dówódcy straży świątynnej i starszych, którzy wyszli przeciw Niemu, Jezus rzekł: Wyszliście z mieczami i kijami jak na zbójcę? Gdy codziennie bywałem u was w świątyni, nie podnieśliście rąk na Mnie, lecz to jest wasza godzina i panowanie ciemności.”

Nuovamente una meditazione

Nell’oscurità di quella notte e tra gli olivi di quel giardino s’avanza una piccola folla: la guida un discepolo, Giuda. Quel bacio, è divenuto nei secoli l’emblema di ogni tradimento. La lama di una spada brilla anche in quella notte. È un altro discepolo che tenta con la forza di sottrarre Gesù all’arresto. Per certi versi anche questo è un tradimento: si tradisce, infatti, l’autentico messaggio di Cristo. Ed è sconsolata la replica di Gesù: “Lasciate, basta così!”.  Egli riesce, guarendo l’orecchio mozzato, a ripetere la sua lezione di pace e s’avvia con serenità verso le ore cupe che l’attendono. Gesù, infatti, è consapevole che quella è “la vostra ora e il potere delle tenebre”. Il male celebra i suoi trionfi provvisori nel cuore degli uomini e della storia. Sono i nostri personali tradimenti, le lacerazioni e le violenze che dividono e oppongono uomini e popoli. Ma alla notte succederà l’alba, alla tenebra la luce e la speranza ora non deve morire.

Questa volta è un giovane indonesiano a portare la sua testimonianza

Saya adalah seorang gadis Indonesia: negara saya adalah suatu kepulauan yang ramai penduduknya, suku dan agama. Tuhan seringkali kami tidak rukun hidup bersama. Kekerasan yang menimpamu di malam itu, terus melukai banyak laki-laki dan perempuan, masih ada permusuhan dan kecurigaan diantara kelompok suku dan agama. Tetapi kamu mengajari kami jalan untuk bertemu dan bersahabat. Jadikanlah kami kelembutan dan kesediaan untk menerima dan menjumpai orang yang berbeda, juga kapada orang yang memusuhi kami, mengalahkan setiap kekerasan dengan kekuatan untuk mengasihi dan berdialog engkau tidak pernah memakai kekuatan hanya untuk melindungi dirimu sendiri. Jadikanlah saya dan generasi yang lebih muda di negara saya, sanggup untuk membangun bersada untuk dapat saling mengasihi tanpa saling menghakimi dan saling mengenal diantara sesama kami sebagai saudara saudari.

Un giovane con una torcia accende il braciere posto ai piedi dell’obelisco

Facciamo memoria dei Testimoni della fede, vittime del comunismo in altre Nazioni d’Europa

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra. Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: O Christe, Domine Iesu

5^ stazione

gesù è rinnegato da Pietro

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

I ragazzi ascoltano il Vangelo di Marco

Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: “Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù”. Ma egli negò: “Non so e non capisco quello che vuoi dire”. Uscì quindi fuori dal cortile e il gallo cantò.

E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: “Costui è di quelli”. Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: “Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo”. Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: “Non conosco quell’uomo che voi dite”. Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte”. E scoppiò in pianto.

Meditazione: Il freddo e l’oscurità della notte sono squarciati dalle fiamme di un braciere. Gesù, in un’altra notte di Gerusalemme, incontrando Nicodemo, aveva ricordato che “chiunque fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché le sue opere non vengano biasimate”. Pietro è irradiato da una luce che svela la sua miseria, la sua debolezza, l’egoismo e il timore dell’opinione dominante. La sua testimonianza si spegne subito nella vergogna e nella paura: “Non conosco quest’uomo di cui parlate”.

Il sipario non cala, però, su questo rifiuto. C’è, infatti, un suono in quella notte: è il canto di un gallo. Uno specie di squillo che lacera l’aria notturna di Gerusalemme ma soprattutto l’anima di Pietro. E dai suoi occhi scendono le lacrime del pentimento, della purificazione, della speranza. Anche lui in quella notte fredda si sente un nemico amato, un persecutore perdonato. Non c’è momento di debolezza nella nostra vita, non c’è negazione della verità nella storia umana che non possa essere riscattato da questo amore.

Tocca ad un giovane spagnolo offrire a tutti la sua testimonianza

Oh Señor Jesús, también nosotros somos muchas veces orgullosos como Pedro y confiamos sólo en nosotros mismos, en nuestra fuerza y en sus manifestaciones. En realidad, en el fondo de nuestro corazón, también nosotros, también yo tengo miedo de seguirte: tu amor parece excesivo, tu compromiso con los que sufren es demasiado exigente. Te ruego: en el momento de nuestra debilidad haz que encontremos tu mirada, como le sucedió a Pedro. En este año de gracia, haz que nunca nos avergoncemos de tí. Cólmanos de tu misericordia, para reencontrar la alegría de la liberación de todo pecado de orgullo y presunción. Míranos cuando estemos lejos y concédenos las lágrimas del arrepentimiento.

Nuovamente viene acceso un braciere sotto l’obelisco

Facciamo memoria dei confessori della fede, vittime del nazismo e del fascismo.

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: O Christe, Domine Iesu

6^ stazione

Gesù è giudicato da Pilato

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Il vangelo di Luca in Inglese

Pilate then summoned the chief priests, the rulers, and the people and said to them, «You brought this man to me and accused him of inciting the people to revolt. I have conducted my investigation in your presence and have not found this man guilty of the charges you have brought against him, nor did Herod, for he sent him back to us. So no capital offence has been committed by him. Therefore I shall have him flogged and then release him».  But all together they shouted out, «Away with this man! Release Barabbas to us».  Again Pilate addressed them, still wishing to release Jesus, but they continued their shouting, «Crucify him! Crucify him!»  Pilate addressed them a third time, «Why? What evil has he done? I found him guilty of no capital offence. Therefore I shall have him flogged and then release him». With loud shouts, however, they persisted in calling for his crucifixion, and their voices prevailed. The verdict of Pilate was that their demand should be granted. So he released the man who had been imprisoned for rebellion and murder, for whom they had asked, and he handed Jesus over to them to deal with as they wished.

Meditazione: Di fronte all’imputato Gesù silenzioso, da un lato, ecco la folla vociante, quasi isterica. Essa è vittima della demagogia e diventa complice di un delitto, con la sua superficialità.

Dall’altro lato, c’è invece Pilato. Egli vede con chiarezza che in Gesù non c’è “nulla che meriti la morte”: lo ripete due volte, con una consapevolezza che però si ritorce su di lui quando ribadisce, ancora per due volte, che “punirà” Gesù per poi lasciarlo libero. Alla fine, pur cosciente di condannare un innocente, Pilato cederà totalmente e “consegnerà Gesù al loro volere”.

La ragione di Stato, gli interessi da tutelare, gli equilibri politici e altre infamie ammantate di nobili ragioni hanno nella storia allungato all’infinito la fila delle vittime innocenti, torturate, umiliate, uccise. Una fila che si distende fino ai nostri giorni con la sua scia di sangue, nella quale c’è anche quello di Cristo che “insultato non rispondeva con insulti, maltrattato non minacciava vendetta, ma si affidava a Colui che giudica con giustizia”.

Preghiera-testimonianza di un giovane statunitense

Jesus, you were condemned to death by a sophisticated and pitiless justice.  Remember all those condemned to death who still today in many parts of the world bear as you did the burden of a sentence against which there is no appeal.  And remind all of us always that there is no faith without love for human life.  Teach us always to defend life.

Mentre un giovane si reca ai piedi dell’obelisco per accendere un braciere, il lettore dice “Facciamo memoria dell’apostolo Paolo”

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Lava me, Domine, lava me.

7^ stazione

Gesù è flagellato e coronato di spine

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Dal Vangelo secondo Marco, in lingua spagnola

Les soldats emmenèrent Jésus  à l'intérieur du Prétoire, c'est-à-dire dans le palais du gouverneur. Ils appellent toute la garde, ils lui mettent un manteau rouge et lui posent sur la tête une couronne d'épines. Puis ils se mirent à lui faire des révérences : "Salut, roi des Juifs !" Ils lui frappaient la tête avec un roseau, crachaient sur lui, et s'agenouillaient pour lui rendre hommage. Quand ils se furent moqués de lui, ils lui ôtèrent le manteau rouge, et lui remirent ses vêtements. Puis ils l'emmenèrent pour le crucifier.

Meditazione: Si consuma un gesto che nei secoli sarà ripetuto in mille forme diverse nell’oscurità delle celle, in aree protette e celate a sguardi indiscreti, in luoghi remoti o posti nel cuore della città. È la tortura del prigioniero.

Cristo è sbeffeggiato come un sovrano da burla: in realtà egli è il vero sovrano della storia. E quando, come narra in una celebre pagina il Vangelo di Matteo (25,31-46), egli “verrà nella sua gloria e sederà sul trono della sua gloria e davanti a lui verranno radunati tutti i popoli…, allora il re” si rivolgerà a tutti coloro che - senza paura ed esitazione - sono andati a visitare chi era in carcere, a dar pane agli affamati e acqua agli assetati, a curare i feriti e i sofferenti. E le sue saranno parole di gioia: “Venite, benedetti dal Padre mio”. I torturatori e gli oppressori “se ne andranno al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna”.

Preghiera-testimonianza di un giovane palestinese

Mi hanno detto che sei re. Eppure sei spogliato, schernito, ti percuotono e ti sputano addosso. Non hai le armi dei soldati; non hai la forza dell’arroganza; non hai la prepotenza dei grandi. Forse, se sei così spogliato di ogni difesa, è perché risplenda solo la potenza della tua dolcezza,   alimentata dalla tua   totale fiducia nel Padre, che oggi ha rapito anche i nostri cuori. Aiuta me, che sono nato e vivo nella tua terra ancora segnata dall’inimicizia, aiuta tutti noi, a rivestirci solo della tua forza mite. Aiutaci o Signore a mettere le nostre giovani vite a servizio della pace e fa’ che non crescano mai nei nostri cuori semi di incomprensione, gesti di discriminazione e rifiuto.

Nuovamente un giovane accende un braciere

Facciamo memoria dei Seguaci di Cristo che hanno dato la vita per l’annuncio del Vangelo in Asia e in Oceania.

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Lava me, Domine, lava me.

8^ stazione

Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la Croce

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Dal Vangelo di Luca, in spagnolo

Cuando le llevaban, echaron mano de un cierto Simón de Cirene, que venía del campo, y le cargaron la cruz para que la llevara detrás de Jesús. Le seguía una gran multitud del pueblo y mujeres que se dolían y se lamentaban por él. Jesús se volvió a ellas y les dijo: "Hijas de Jerusalén, no lloréis por mí; llorad más bien por vosotras y por vuestros hijos. Porque si en el leño verde hacen esto, en el seco ¿qué se hará?"

Meditazione: senza volerlo e saperlo, Simone di Cirene diventa un simbolo del discepolo che mette in pratica quelle parole che Gesù un giorno aveva pronunziato: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.

Ma in quella folla che sta ai bordi della via segnata dai passi sanguinanti di Cristo c’è anche un’altra presenza. Un gruppo di donne s’accosta a Gesù. Il dialogo che intercorre tra loro e il condannato si trasforma in un appello di Gesù. Un monito che giunge sino a noi: “Non piangete su di me ma su voi stessi!”.

Il giudizio di Dio incombe sul male che le nostre mani stanno compiendo continuando a crocifiggere Cristo con la violenza, l’odio, le condanne capitali, l’ingiustizia, il disprezzo della vita umana, soprattutto quando è più debole, prima del suo venire alla luce e nel suo naturale avvicinarsi alla morte. “Cercate, invece, il Signore e vivrete!”.

Un giovane filippino invita alla preghiera con la sua testimonianza

"Sa harap Mo O Panginoon, ala-ala namin ang mga luha na ibinuhos ng mga ina sa buong mundo para sa mga batang naghihikahos sa bigat ng gawain na 'di dapat nilang dalhin. Idinadalangin namin sa iyo ang mga batang ito na nasa kahirapan at nasa mabibigat na gawain. O Hesus, ikaw na nag-angkin sa kahirapan ng sanlibutan, tulungan mo ang mga batang nasa ganitong kalagayan para ang buhay nila'y ma-igalang, mahalin at karapatdapat na ma-alagaan."

Segue l’accensione di un braciere e l’invito del lettore: Lett. : Facciamo memoria del Protomartire Stefano.

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Lava me, Domine, lava me.

9^ stazione

Gesù è crocifisso

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Segue un brano di Luca letto in polacco

“Przyprowadzono też dwóch innych - złoczyńców, aby ich z Nim stracić. Gdy przyszli na miejsce, zwane Czaszką, ukrzyżowali tam Jego i złoczyńców, jednego po prawej, drugiego po lewej Jego stronie. Lecz Jezus mówił: Ojcze, przebacz im, bo nie wiedzą, co czynią.”

Meditazione: Gesù è crocifisso in mezzo a due altri condannati. Mentre le sue mani e i suoi piedi sono trafitti dai chiodi, le sue labbra pronunziano una preghiera che è simile a un soffio e che è rivolta al Padre celeste: “Padre, perdonali!”.

Quel perdono che aveva insegnato come una delle leggi fondamentali della sua morale, ora Cristo lo rende visibile nella sua vita. È quel perdono senza limiti, concesso fino a “settanta volte sette” (Matteo 18,22), che aveva richiesto a Pietro.

“Padre, perdonali!”: la voce esile della vittima Gesù pervade i secoli e giunge sino a noi, a una società che preferisce la vendetta, la prevaricazione e il dominio. Sono parole simili a quelle che egli aveva pronunziato su un monte della Galilea davanti ai discepoli che l’ascoltavano: “Se voi perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”

Preghiera-testimonianza di un giovane ruandese

Nibi abishe umwana w'imana bashobora kubabarirwa, n'abantu bose bababarirwa. Natwe tubabarire kandi dusabe imbabazi. Twigishe kuganjisha inabi ineza; imbabazi ziganze imitima cyane cyane aho urwango n'ubugome bwigabije abantu. Turagusaba ngo ubutumwa bwiza wowe uwatubambiwe utwigisha bubashe kunesha ubugome mu bantu.

Viene acceso un altro braciere

Facciamo memoria dei Fedeli di Cristo perseguitati per odio alla fede cattolica

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Miserere mei.

9^ stazione

Gesù è deriso ed oltraggiato

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Dal Vangelo di Luca

Il popolo stava a vedere, i capi invece schernivano [Gesù] dicendo: “Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto”. Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell’aceto, e dicevano: “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”. C’era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.

Meditazione

Gesù precipita nell’umiliazione più amara, divenendo fratello di tutti gli ultimi della terra. Anzi, ormai egli si avvia all’agonia e alla morte; e questo sarà l’apice dell’Incarnazione. Dio, infatti, non muore perché egli è eterno; il Figlio di Dio, per essere veramente uomo, deve gustare anche il sapore terribile e oscuro della morte. È così che egli diventa veramente uno di noi.

Ma in questo abisso di desolazione brilla una luce che prelude a un’alba.

Gesù entra nell’umiliazione della croce e nel grembo oscuro della morte, non per dissolversi ma per aprire la porta della gloria e della vita. Egli, infatti, è re, come aveva detto a Pilato, ma il suo “regno non è di questo mondo”. È il regno della verità “e chiunque è dalla verità ascolta la mia voce” ed è pronto a seguire Cristo sulla croce e nella morte, per essere con lui nella luce e nella vita che non si spegne.

Ascoltiamo la preghiera-testimonianza di un giovane francese

«Sauve-toi toi-même». Ils ne te l’ont pas dit seulement à toi. Ils l’ont aussi répété à moi, à nous, de bien des façons, dans cette partie riche de l’Europe dans laquelle je suis né. Comme si le bien-être était suffisant pour remplir mon cœur et pour donner sens à ma vie. Mais toi, Seigneur, tu n’as jamais pensé à te sauver toi-même; tu es venu pour nous sauver, sauver les autres, sauver tous les hommes. Aussi, te prions nous pour que, accueillant l’Évangile comme livre de vie, nous tous chrétiens, nous nous engagions à répondre au drame de la misère, éliminant les inégalités sociales et économiques intolérables qui marquent le monde. Pour que les pays les plus pauvres bénéficient de la solidarité et que les plus riches partagent leur ressources. Sauve-nous, Seigneur :  apprend-nous à nous libérer de l’égoïsme, du malheur de l’amour egocentrique, afin de rechercher toujours le bien commun et la justice.

Segue l’accensione di un braciere

Facciamo memoria dei Testimoni dell’evangelizzazione in Africa e Madagascar.

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Miserere mei

11^ stazione
Gesù promette il suo Regno al malfattore pentito

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Ascoltiamo il Vangelo di Luca nella lettura in inglese

One of the criminals hanging there reviled Jesus, saying, «Are you not the Messiah? Save yourself and us».  The other, however, rebuking him, said in reply, «Have you no fear of God, for you are subject to the same condemnation? And indeed, we have been condemned justly, for the sentence we received corresponds to our crimes, but this man has done nothing criminal».  Then he said, «Jesus, remember me when you come into your kingdom».  He replied to him, «Truly I say to you, today you will be with me in Paradise».

Meditazione

Fra Gesù e uno dei malfattori, forse due ribelli antiromani, scorre un breve dialogo che si riassume tutto in due parole. Da un lato, c’è l’appello: “Ricordati!”. È un verbo che nella Bibbia ha una forza particolare, che non corrisponde al nostro pallido “ricordo”, ma è un “prenditi cura di me”, “non abbandonarmi” tu che sei il solo amico rimasto.

D’altro lato, la risposta di Gesù è in quel vocabolo “paradiso” che letteralmente indica un “giardino” fertile e fiorito. È quel “Regno” che Cristo aveva annunziato. È la meta della speranza, è la pienezza della vita, è l’intimità dell’abbraccio con Dio.

L’estremo gesto di Gesù è, dunque, un atto di amore, di perdono, di liberazione, di salvezza. La croce rivela già in quell’ora la sua forza, il sangue di Cristo svela subito la sua fecondità, il dolore si manifesta come un seme che fa sbocciare la purificazione e la pace.

Ora sta leggendo un giovane boliviano

Qué grande es tu amor. Estás crucificado entre dos ladrones; como si fueras uno de ellos sufres el dolor de los clavos, e injustamente padeces -único inocente- una pena humillante. Y sin embargo "recuerdas", te acuerdas también de un condenado que te suplica, y que para la muchedumbre no valía nada. "Acuérdate de mí", es también mi plegaria, mientras busco un Padre, un amigo, un hermano: ha sido la plegaria de tantos jóvenes, muchachos y muchachas, que sólo tú has atendido. Te ruego, devuelve la esperanza a quienes no son todavía adultos y ya han sido heridos por la vida. Muéstranos, con tu amor, la belleza de un reino donde no hay huérfanos, sino sólo hermanos y hermanas que se aman y son amados.

Un giovane con una torcia accenderà un braciere posto ai piedi dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”; contemporaneamente il lettore dice:

Facciamo memoria dei Martiri della Chiesa di Roma.

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Jesus remember me

12^ stazione

Gesù in Croce la madre e il discepolo

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Vangelo di G, in francese

Près de la croix, se tenait la mère de Jésus, avec la sœur de sa mère, Marie, femme de Cléophas, et Marie-Madeleine. Jésus, voyant sa mère et près d'elle le disciple qu'il aimait, dit à sa mère : "Femme, voici ton fils." Puis, il dit au disciple : "Voici ta mère." Et à partir de cette heure-là, le disciple la prit chez lui.

Meditazione

Fin da quel lontano giorno in cui il ragazzo dodicenne Gesù le aveva confessato, nel tempio di Gerusalemme, di avere un’altra missione da compiere, Maria aveva cominciato un cammino di distacco da suo Figlio. Ora è giunto il momento del distacco supremo.

Ma ecco che, nello strazio di quell’ora, una frase scende da quella croce e da quel volto torturato. Una frase che è molto più di un testamento, è una rivelazione: Maria, ritornerà ad essere madre e suoi figli saranno tutti coloro che sono come il “discepolo amato”, cioè tutti coloro che seguiranno Cristo nella fede e nell’amore.

Da quel momento noi tutti camminiamo con Maria lungo la strada della fede; ci troviamo con lei nella casa comune ove aleggia il vento dello Spirito di Dio e irrompe il fuoco del suo amore; ci sediamo alla mensa ove si spezza il pane e si offre il vino dell’Eucaristia; assieme a lei attendiamo che il suo Figlio ritorni per essere tutti insieme con lui per sempre.

Preghiera-testimonianza di un giovane polacco

Panie, pod krzyżem pozwalasz nam znajdować słowa, z których bierze początek nowa rodzina, gdzie jest miejsce dla młodych i dla starych, gdzie ludzie mogą troszczyć się o siebie nawzajem. Krzyż nie jest końcem, ale początkiem nowego wspólnego życia, w którym mają swoje miejsce i zadanie ludzie w każdym wieku i wszyscy są świadkami Twojej nadziei. Spraw, abyśmy tak jak Twój najmłodszy uczeń umieli otworzyć nasze serca na Maryję i razem z Nią kochać wszystkie stare matki i ludzi w podeszłym wieku.

Un giovane con una torcia accenderà un braciere posto ai piedi dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”; contemporaneamente il lettore dice:

Facciamo memoria dei Cristiani che hanno dato la vita per amore di Cristo e dei fratelli in America.

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Stabat mater

12^ stazione

Gesù muore sulla Croce

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Dal Vangelo secondo Marco, in spagnolo

Llegada la hora sexta, hubo oscuridad sobre toda la tierra hasta la hora nona. A la hora nona gritó Jesús con fuerte voz: "Eloí, Eloí, ¿lemá sabactaní?" -que quiere decir- "¡Díos míos, Díos mío! ¿por qué me has abandonado?". Al oír esto algunos de los presentes decían: "Mira, llama a Elías". Entonces uno fue corriendo a empapar una esponja en vinagre y, sujetándola a una caña, le ofrecía de beber, diciendo: "Dejad, vamos a ver si viene Elías a descolgarle". Pero Jesús lanzando un fuerte grito, expiró. Y el velo del Santuario se rasgó en dos, de arriba abajo. Al ver el centurión, que estaba frente a él, que había expirado de esa manera, dijo: "Verdaderamente este hombre era hijo de Dios".

Meditazione

Il sole sfolgorante del pomeriggio orientale sembra all’improvviso spegnersi.

È un’oscurità che si distende sulla storia dell’umanità, sul suo male, sulla sua vergogna. Gesù raggiunge l’abisso, condividendo da fratello innocente la nostra miseria e facendo sgorgare dagli antipodi del male la preghiera al Padre suo e nostro: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

Con quel forte grido, egli penetra nella morte che è la nostra sorte dolorosa. Ora veramente il Verbo si è fatto carne, debolezza, piantando la tenda in mezzo ai nostri sepolcri. Ma è proprio ora, quando si incarna pienamente, rivelandosi come figlio degli uomini, che si manifesta il suo mistero. È la voce di un pagano a proclamare quella verità di fede che anche oggi noi ripetiamo: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!”. Come griderebbero la stessa verità i pagani di oggi, se potessero vedere nella vita di noi cristiani la stessa totalità di dono di Gesù!

Preghiera-testimonianza di un giovane guineano

Gesù, tu sei un uomo straordinario, eppure muori indifeso e abbandonato come i più miseri della terra. Ma Dio è con te e tu lo preghi affidandogli la cosa più preziosa che ti resta, l’ultimo respiro.  Aiutaci a sperare anche di fronte al dolore e alla morte, a credere che Dio è grande e misericordioso e non abbandona i suoi figli. Donaci di credere che il tuo corpo crocifisso è come il chicco di grano che  genera la vita, è la fonte dell’amore. Fa’ che noi giovani e adolescenti del terzo millennio possiamo scoprire ai piedi della tua croce il valore e il senso della nostra esistenza e possiamo confessare che “veramente sei Figlio di Dio”, il nostro indimenticabile fratello Gesù, il Signore vivente.

Un giovane con una torcia accenderà un braciere posto ai piedi dell’obelisco in cui è scritta in più lingue una “memoria”; contemporaneamente il lettore dice:

Lett. : Facciamo memoria dei testimoni della fede in varie parti del mondo.

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Questa notte non è più notte davanti a te: il buio come luce risplende.

14^ stazione

Gesù è deposto nel sepolcro

Canto: Crucem tuam Jesu Christe, crucem tuam adoramus.

Viene letto il Vangelo di Luca in polacco

“Był tam człowiek dobry i sprawiedliwy, imieniem Józef, członek Wysokiej Rady. On to udał się do Piłata i poprosił o ciało Jezusa. Zdjął je z krzyża, owinął w płótno i złożył w grobie, wykutym w skale, w którym nikt jeszcze nie był pochowany. Był to dzień Przygotowania i szabat się rozjaśniał. Były przy tym niewiasty, które z Nim przyszły z Galilei. Obejrzały grób i w jaki sposób zostało złożone ciało Jezusa. Po powrocie przygotowały wonności i olejki.”

Meditazione: Ancora una volta la morte sembra aver celebrato il suo trionfo. Il libro biblico dei Proverbi immaginava che la bocca aperta degli inferi, incarnata dalle tombe, non gridasse mai: “Basta!” né placasse mai la sua fame.

Eppure c’è già in quel crepuscolo un fremito. L’evangelista nota che “già splendevano le luci del sabato” dalle finestre di Gerusalemme. L’attesa degli Ebrei nelle loro case diventa quasi un simbolo dell’attesa di quelle donne e di quel discepolo segreto di Gesù. Un’attesa che, da allora, pervade ogni cuore fedele quando si trova davanti a una tomba o quando sente ramificarsi dentro di sé la mano fredda della malattia e della morte.

Dopo quella notte non c’è il nulla o il fluire del tempo cosmico. C’è, invece, un’alba diversa dalle solite. Quelle stesse donne, che ora stanno piangendo, in quel mattino sentiranno l’invito ad aprire gli occhi e a cercare altrove: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!”.

A noi il vento dello Spirito porta oggi l’eco delle parole di Paolo: “La morte è stata inghiottita nella vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria?… Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!”.

Un ragazzo del Mozambico ci porta la sua testimonianza

Era Madrugada quando a água submergiu a minha aldeia, no norte de Moçambique. Como aquelas mulheres que estavam junto à cruz, com tristeza, eu estava a procura de um sinal de amor e consolação.

As mulheres ao túmulo, José de Arimateia, têm o rosso de quem partilhou connosco a dor. Não é inutil ficar juntos, mesmo quando tudo parece perdido.

O Senhor doa-me e doa-nos a fé e a esperança. Hoje creio que no amor voltarão a "resplandecer as luzes do sabado". Creio no amor, podemos recomeçar a ver luz da ressureição, para o meu país e para Àfrica. Doa-nos um coração compassivel para esperar a madrugada de ressurreição.

Siamo in comunione con tutti i cristiani che in ogni parte del mondo testimoniano oggi il loro amore appassionato al Signore Gesù

Kyrie Eleison.

Pater noster, qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum; adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra, sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem; sed libera nos a malo.

Canto: Questa notte non è più notte davanti a te: il buio come luce risplende.

Al termine della Via Crucis si proclama l'inno della lettera ai Filippesi in cui si esprime la fede nel mistero pasquale di morte e risurrezione.Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;

Perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.(Fil 2,5-11)

Ora sta intervenendo Intervento del Card. Ruini

Canto finale: Ti seguirò